Il portale della Diocesi ci informa: Dopo le prime riassunzioni si punta sui tecnopolimeri

CRISI CAFFARO


Per lo sviluppo del polo chimico di Torviscosa i sindacati danno fiducia al gruppo Bertolini



TORVISCOSA (19 febbraio 2011 ore 12) - Crisi Caffaro. La produzione di tecnopolimeri, con cui si producono gli oggetti Kevlar o in nylon per intenderci sarà la chiave per la riassunzione di tutti i 225 lavoratori attualmentee in cassa integrazione. E’ quanto si evince dopo l’accordo raggiunto tra sindacati e proprietà per la riassuzione di 135 dipendenti dalla Newco del gruppo Bertolini che rileverà l’attività dell’impianto del gruppo Snia a Torviscosa. Lunedì 21 alle 15.30 i sindacati illustreranno ai lavoratori l'accordo raggiunto e siglato per ora solo da Cgil e Cisl.La produzione intanto riprenderà con il nuovo impianto clorosoda senza l’inquinante mercurio con 135 dipendenti, mentre gli altri 90 rimarrano in attesa spiega Augusto Salvador della Cisl chimici. "Per loro si tratta di 18 mesi di cassa integrazione, il tempo non è lungo, vedremo se riusciremo, coinvolgendo ancora di più le istituzioni, a dare risposte, per lo meno di transito, a tutti".

Per queste 90 persone la principale, ma non unica, prospettiva di lavoro riguarda lo sviluppo del polo chimico grazie alle potenzialità del gruppo Bertolini nella filiera del comparto: "Si tratta di un gruppo che è sia produttore che distributore, per cui tutto il valore aggiunto rimane all'interno e ciò da la possibilità di fare investimenti nel settore dei tecnopolimeri di eccellenza su cui ci sarà molto da dire" conclude Salvador.

AFRICA/EGITTO - I giorni della rivoluzione egiziana nella testimonianza di un missionario


Il Cairo (Agenzia Fides) - P. Renzo Mandirola, missionario della SMA (Società delle Missioni Africane) ha inviato all’Agenzia Fides una testimonianza sui recenti eventi in Egitto, dove si è trattenuto dal 24 gennaio al 12 febbraio. “Sono giunto in Egitto per predicare un corso di esercizi spirituali alle suore egiziane di Nostra Signora degli Apostoli (NSA), il ramo femminile del mio Istituto. Dovevano aver luogo nel quartiere di Maadi. Davanti al loro cancello si trova il seminario patriarcale copto-cattolico dove seguono i corsi anche le postulanti delle suore.

L’altro quartiere, ben diverso dal primo, è Shoubra che, nonostante il significato del suo nome di ‘piccolo villaggio’, ha circa 4 milioni di abitanti. Lì, oltre alla casa provinciale delle suore NSA, c’è la parrocchia cattolica latina di Saint Marc retta dai padri della SMA che sono presenti in Egitto dal 1877. Lì abitano anche quattro seminaristi che imparano l’arabo e la cultura islamica” racconta p. Mandirola.

Dopo aver descritto lo scoppio dei primi moti, il missionario osserva: “non è certo la polizia che manca in Egitto, eppure ad un certo momento è sparita. I quartieri non erano più protetti, molti malfattori liberati. I negozi e le banche hanno cominciato ad essere saccheggiati, anche il museo egizio, con la complicità di alcuni poliziotti, ne ha fatto le spese. La gente diceva che era tutto deliberato: provocare il caos per seminare paura e poi rivendicare il diritto di rimettere l’ordine. Le cariche della polizia, che hanno ucciso alcuni e malmenato altri, l’arresto del ministro dell’interno accusato tra l’altro di aver orchestrato l’attentato alla chiesa copta di santa Caterina ad Alessandria, tutto ciò ha fatto perdere molta credibilità a questo corpo dello Stato. L’esercito, invece, che può contare su un milione di soldati, si è distinto per non essersi schierato fin dall’inizio contro il popolo: ‘non spareremo sui dimostranti’, hanno subito detto. Certo faceva impressione attraversare il Cairo domenica 5 febbraio e vedere in certe arterie della città un carro armato ogni dieci metri”.

P. Mandirola sottolinea la risposta civile della popolazione a questa situazione: “A Shoubra, come nel resto del Cairo, è stato bello vedere i giovani che al calare della notte prendevano in mano la situazione per proteggere i loro quartieri. E così anche davanti alla nostra parrocchia si accendevano i fuochi presso i quali si riscaldavano e montavano la guardia fino alla mattina”.

Il missionario ricorda che “tutti coloro che erano sulla piazza Tahrir hanno sempre detto che ciò che li univa non era la fede religiosa o politica, ma la volontà di creare uno Stato con una Costituzione laica in grado di assicurare ad ogni uomo e donna la stessa dignità e gli stessi diritti-doveri e ad ognuno la possibilità di professare liberamente la propria fede”.

“In questo contesto anche i cristiani dovrebbero avere la possibilità di sedersi al tavolo dove verrà riformulata la Costituzione e dovrebbero poter dire la loro, non per chiedere privilegi, ma per rivendicare come tutti gli altri la possibilità di avere un lavoro, anche se cristiani, e di sentirsi finalmente a casa in un Paese dove il cristianesimo è sempre stato di casa, fin dai suoi inizi” conclude p. Mandirola. (L.M.) (Agenzia Fides 17/2/2011)

Canottaggio a San Giorgio di Nogaro

Canottaggio, bronzo per Fabrizio Borghesi in Coppa Italia di fondo




lunedì 14 febbraio 2011

Un bronzo per cominciare. La stagione in barca della Canottieri Ravenna inizia con una medaglia. E' Fabrizio Borghesi a conquistarla nella Coppa Italia di Fondo disputata domenica 13 gennaio a Torino.



Nella gara di sei chilometri sulle acque del Po, giunge terzo il quattro di coppia Senior guidato dal canottiere ravennate, con a bordo i fratelli Paolo ed Enrico Perino della Murcarolo e il cremonese Gabriele Cagna della Eridanea. Dopo il bronzo di Rambaldi ai Campionati Italiani Indoor Junior, arriva così la seconda medaglia importante della stagione per la Canottieri Ravenna.



L'equipaggio inedito con Borghesi a capovoga chiude col tempo di 18:06:20, cedendo solo al quattro della nazionale italiana Under 23 e al misto Lario-Sile che li precede al traguardo di un solo secondo. Nella stessa gara arriva tredicesimo l'armo tutto targato Canottieri Ravenna. La barca schierava a capovoga il rientrante Paolo Platamone, campione italiano Pesi Leggeri nel 2008 in doppio con Marcello Miani, che tornava in gara dopo due anni di inattività. A completare l'equipaggio Pesi Leggeri, schierato contro avversari della categoria Senior, c'erano Francesco Pozzi, Donato Traversa e Thomas Cervellati.. La barca ha chiuso col buon tempo di 18:53:90.



Chiude invece al quarto posto il quattro di coppia Junior con a capovoga il ravennate Luca Rambaldi, che gareggiava insieme a tre atleti del CRV Italia di Napoli. Il cronometro segna il tempo di 19_01:40, venti secondi più lento di quello che serviva per salire sul podio



Decimo posto per il quattro di coppia Ragazzi formato di Federico Cervellati, Riccardo Pozzi, Giovanni Bianco e Marco Laghi. Il quartetto allenato da Paolo Matteucci ha chiuso col tempo di 19:27:40, buona prestazione considerando che era la loro prima esperienza nella Coppa Italia di Fondo.



Mentre la stella del canottaggio ravennate, Marcello Miani, adesso in forza alla Forestale, si prepara per il mondiale Indoor di Boston di questo fine settimana, la Canottieri Ravenna torna ad allenarsi in vista dei prossimi obiettivi: la gara di Coppa Italia di fondo riservata ai doppi che si terrà a fine febbraio a San Giorgio di Nogaro, e la prima gara regionale che si disputerà a metà marzo alla Standiana.

Pesca miracolosa: dall'Ansa

Pesca: a Marano cattura record, 17 tonnellate di cefali


Due imbarcazioni chiedono assistenza Guardia Costiera


(ANSA) - TRIESTE, 11 FEB - Una pesca record di ben 17 tonnellate di cefali e' stata compiuta oggi da due pescherecci della marineria di Marano Lagunare (Udine).



Ne da' notizia la Guardia Costiera di Porto Nogaro e Marano Lagunare, avvertita dal comando di bordo delle due imbarcazioni, ''Michelangelo'' e ''L'Ondaviva''. Il pescato, venduto a un centro di import-export con destinazione estera, e' stato sbarcato e controllato dal personale della Guardia Costiera per regolare espletamento delle procedure di trasporto, tracciabilita' e rispetto della taglia minima. (ANSA

Domenica 13 febbraio 2011

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)










PRIMA LETTURA (Sir 15,16-21)

A nessuno ha comandato di essere empio.

Dal libro del Siràcide



Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;

se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.

Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:

là dove vuoi tendi la tua mano.

Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:

a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.

Grande infatti è la sapienza del Signore;

forte e potente, egli vede ogni cosa.

I suoi occhi sono su coloro che lo temono,

egli conosce ogni opera degli uomini.

A nessuno ha comandato di essere empio

e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 118)

Rit: Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi è integro nella sua via

e cammina nella legge del Signore.

Beato chi custodisce i suoi insegnamenti

e lo cerca con tutto il cuore.



Tu hai promulgato i tuoi precetti

perché siano osservati interamente.

Siano stabili le mie vie

nel custodire i tuoi decreti.



Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,

osserverò la tua parola.

Aprimi gli occhi perché io consideri

le meraviglie della tua legge.



Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti

e la custodirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge

e la osservi con tutto il cuore.

SECONDA LETTURA (1Cor 2,6-10)

Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi



Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.

Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

Ma, come sta scritto:

«Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,

né mai entrarono in cuore di uomo,

Dio le ha preparate per coloro che lo amano».

Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.



Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 11,25)

Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,

Signore del cielo e della terra,

perché ai piccoli hai rivelato

i misteri del Regno.

Alleluia.

VANGELO (Mt 5,17-37)

Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.

+ Dal Vangelo secondo Matteo



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore.



PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, chiediamo al Padre di essere buono con noi, suoi servi. Egli ci conceda il necessario, perché possiamo seguire la via della vita e vedere le meraviglie della sua legge.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Ascolta, Padre, la voce dei tuoi figli.

1. Il tuo Figlio è venuto a dare compimento alla Legge e ai Profeti: insegna alle tue Chiese non solo a rifiutare il male, ma a compiere generosamente tutto il bene possibile, affinché la tua Parola non sia mai imbrigliata dal legalismo e dal formalismo. Preghiamo.

2. Per mezzo del tuo Figlio e con il dono dello Spirito hai rivelato la tua sapienza, il tuo disegno sul mondo e sull’uomo: fa’ che l’accogliamo con amore per manifestarlo ai fratelli attraverso la coerenza e l’amore. Preghiamo.

3. Hai posto davanti a noi il fuoco e l’acqua, la vita e la morte: dona la tua misericordia e un cuore nuovo a quanti scelgono la via dell’empietà, sfruttano i poveri, usano violenza agli uomini, tengono per sé le risorse della terra. Preghiamo

4. Hai rivelato la tua sapienza nella croce del tuo Figlio: fa’ che noi, qui riuniti per fare memoria della sua morte e della sua gloria, siamo capaci di soffrire per la fedeltà alla tua Parola e cosi preparare nuovi cieli e nuove terre. Preghiamo.


C – O Padre, il tuo unico Figlio ci hai chiamati a libertà: fa’ che non ci lasciamo imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Tu conosci anche la nostra debolezza: infondi in noi la luce e la forza del tuo Spirito, perché possiamo vivere la giustizia nuova proclamata dal Vangelo. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.

Il Papa in Friuli: il portale della Diocesi con un video-discorso di Mons. Mazzoccato

Il Papa in Friuli. Mons. Mazzocato su Youtube:


è un momento per vivere la comunione nella fede versione testuale

«Questa comunione anche nella tradizione storica credo sarà un’occasione per riviverla, anche nel suo significato più profondo di una tradizione che continua»



UDINE (11 febbraio, ore 17.15) - Per l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, «la visita del Santo Padre ad Aquileia e Venezia significa certamente un evento di grande importanza e un momento per vivere la comunione con la Chiesa di Roma».



La tradizione

La tradizione, infatti, «fa ricondurre l’evangelizzazione di Aquileia a San Marco, inviato da San Pietro, e la consacrazione del primo vescovo, S.Ermacora, il fondatore, consacrazione che risalirebbe a San Pietro, presentato questo nuovo vescovo da S.Marco».

Quindi – aggiunge l’Arcivescovo – «questa comunione anche nella tradizione storica credo sarà un’occasione per riviverla, anche nel suo significato più profondo di una tradizione che continua. Tradizione di comunione tra le Chiese».



Nel cuore dell’Europa

Prosegue mons. Mazzocato: «Quello che ci auguriamo e speriamo, vista la collocazione in questa area un po’ nel cuore dell’Europa, con questi nuovi scenari che si aprono davanti, è che il Santo Padre abbia una parola che apra gli orizzonti alla comunione tra le Chiese sorelle di dell’Europa».

L’Arcivescovo conferma – in un messaggio su You tube – che «già abbiamo iniziato a sensibilizzare la gente, le persone, le comunità cristiane. Penso che già il fatto che il Papa abbia questa prima tappa ad Aquileia, che poi si completerà a Venezia, motiverà molto la popolazione del Friuli-Venezia Giulia perché il riferimento ad Aquileia è ancora nel cuore e nella memoria di tante persone, anzi possiamo dire della intera nostra popolazione».



I Vescovi del Nordest

In un messaggio i Vescovi del Nordest sottolineano che «il Papa viene per confermarci nella fede, il dono più prezioso che abbiamo ricevuto. Il Suo sarà un incontro con il popolo di Dio del Nordest, che affonda le sue radici ad Aquileia da cui sono scaturite cinquantatre Chiese, che vanno ben oltre i confini della nostra Italia attuale. Il Nordest italiano sente inoltre oggi l’urgenza di vivere appieno la sua nuova vocazione di crocevia di popoli latini, slavi e germanici». La nostra fede – aggiungono i Vescovi – ci insegna che il Papa è una presenza diretta e immediata in ogni Chiesa particolare come l’esprimiamo in ogni celebrazione dell’Eucaristia».



Uno di famiglia

Insomma, «è uno di famiglia. Lo vogliamo pertanto accogliere non solo come un ospite gradito ma come colui che, in quanto successore di Pietro, è il garante della comunione ecclesiale. Di ogni nostra parrocchia, di ogni comunità religiosa, di ogni aggregazione di fedeli egli è il necessario punto di riferimento».

Ecco, dunque, che «ci disponiamo a riceverlo attraverso la preghiera e l’approfondimento del suo magistero».

In cattedrale a Udine Giornata per la Vita

aOmelia dell'Arcivescovo nella «Giornata per la vita» versione testuale


Udine, Cattedrale. 6 febbraio 2010



Ai discepoli che ascoltano il suo discorso della montagna Gesù affida la missione di essere sale della terra e luce del mondo. Tra gli uomini che, a causa dell’abitudine al peccato, avevano progressivamente dimenticato il senso e il valore della vita egli invia i discepoli a spargere il sale del Vangelo che ridona gusto divino alla vita dell’uomo.

In mezzo ad un popolo, che camminava dentro una caligine di morte, i credenti in Cristo riflettono Colui che è la Luce del mondo; Luce che ravviva i colori di ogni persona ed esistenza umana.



Con questa celebrazione della S. Messa nella Giornata nazionale per la vita desideriamo essere un po’ sale e luce evangelica in mezzo al popolo friulano.

Speriamo di essere anche una voce che risveglia alla coscienza il valore intangibile di ogni vita umana perché, a volte, ci sembra di assistere quasi ad un assopimento delle coscienze.



Lo denuncia anche il Messaggio dei Vescovi italiani per la 33° Giornata per la vita: “Il fattore più inquietante è l’assuefazione: tutto pare ormai normale e lascia intravedere un’umanità sorda al grido di chi non può difendersi. Smarrito il senso di Dio, l’uomo smarrisce se stesso: l’oblio di Dio rende opaca la creatura stessa”.

Le statistiche descrivono un Friuli nel quale non s’arresta la diminuzione di bambini che nascono ogni anno. Per un popolo questo dovrebbe essere un dato inquietante perché pone interrogativi seri sul proprio futuro.



Ci sembra, invece, di percepire – come dice il messaggio dei Vescovi – una sorta di assuefazione e di indifferenza; la stessa indifferenza con cui è accettato l’alto numero di aborti praticati annualmente nelle strutture sanitarie.



La vita umana va rispettata nel suo sbocciare e nel suo naturale concludersi su questa terra per aprirsi alla vita eterna. Sappiamo quanto la nostra provincia e la nostra città siano state toccate dalle gravi questioni che investono la fine della vita. Sono state toccate nella persona di una giovane donna che qui è stata lasciata morire.

Ma nei dibattiti, che tornano periodicamente, temiamo di non percepire una sofferta passione per la vita umana; e Dio non voglia che ci sia qualche ombra di strumentalizzazione.

Anche se si riserva la libertà di dire una parola chiara, la Chiesa sa che non si difenderà il valore intangibile della vita umana con dibattiti o manifestazioni ad effetto.



Ho appena citato una forte espressione del documento del Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes: “L’oblio di Dio rende opaca la creatura stessa”.

Solo un rapporto vivo con Gesù porta nel nostro debole cuore la sua passione e tenerezza per ogni volto di uomo che ama quando è ancora nel grembo della mamma e continua ad amare quando è nella debolezza della disabilità, della malattia o della vecchiaia.



E’ una tragica presunzione quella di pretendere di conservare il giusto rispetto per la dignità di ogni vita umana se diventiamo indifferenti a Dio e al suo amore per noi.

Il cristiano che non prega, non ascolta la Parola del Vangelo, non invoca perdono per i suoi peccati, non sente fame di Gesù nell’eucarestia diventa meno sensibile anche verso il prossimo perché la sua mente è offuscata e il cuore indurito dal peccato di presunzione. Fatica a capire cosa significhi rispetto della vita specialmente nelle condizioni di debolezza che per ogni uomo sono il momento del concepimento e del morire.



Solo l’amore di Gesù, riversato nei nostri cuori apre anche i nostri occhi verso il prossimo come era-no aperti quelli del buon samaritano.

Care sorelle e fratelli, accogliamo in noi lo Spirito dell’amore di Gesù in questa S. Messa e conti-nuiamo a coltivare con fedeltà l’ascolto della Parola di Dio e la partecipazione all’Eucarestia.



E poi, impegniamoci tutti a favore dei nostri fratelli e della loro vita che è intangibile dono di Dio. Incoraggio quanti già lo fanno anche in modo associato, come sono i membri dei Centri aiuto per la vita così benemeriti nella loro azione a favore delle nuove vite che sono state concepite e delle mamme che le portano in grembo.

Su questo campo tutti possiamo fare qualcosa specialmente mettendo insieme le forze e le di-sponibilità. In questo modo diffonderemo anche il sale del Vangelo che è il solo che può risvegliare dall’assopimento nei confronti della vita e del suo mistero.



Mons. Andrea Bruno Mazzocato

Arcivescovo di Udine

Foglio Parrocchiale domenica 6 febbraio



Siamo in ritardo nella comunicazione e , non potendo andarci, pregheremo per la Buona Riuscita

Domenica a Cividale incontro su lavoro e impegno sociale versione testuale


Interventi dell'economista Luigino Bruni e del docente di Economia politica

ed Economia delle organizzazioni non profit Benedetto Gui

CIVIDALE DEL FRIULI (4 febbraio, ore 9.30) - Il Movimento Umanità Nuova del Friuli-Venezia Giulia organizza per domenica 6 febbraio nel Centro San Francesco a Cividale del Friuli una giornata di approfondimento sulle relazioni di reciprocità nei luoghi di lavoro e impegno sociale, in particolare per gli ambiti Economia e lavoro, Salute, Educazione, Politica e Pubblica amministrazione.



L'appuntamento, con inizio alle ore 9.30, prevede momenti comuni e lavori di gruppo corrispondenti alle professioni esercitate o agli ambiti del sociale interessati.



Attraverso una videoconferenza dell'economista Luigino Bruni verrà affrontata la tematica «Lavoro e oltre: tra sofferenza e fioritura umana». In particolare per l’ambito dell’Economia e lavoro interverrà Benedetto Gui, docente di Economia politica ed Economia delle organizzazioni non profit e delle imprese sociali all'Università di Padova sul tema: «Come coniugare efficienza e reciprocità nei luoghi di lavoro».

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

  Messa del Giorno V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A Antifona Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie; agli occhi delle...