Domenica 3 maggio 2009


Parrocchia di S. Giorgio M.

Foglio per i lettori

IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)

PRIMA LETTURA(At 4,8-12) In nessun altro c’è salvezza.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit:La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti. Rit:

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto, perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. Rit:

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre. Rit:

SECONDA LETTURA (1Gv 3,1-2)
Vedremo Dio così come egli è.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.

VANGELO (Gv 10,11-18)
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C – Siamo nati per conoscere, amare e servire il Signore. Solo la fedeltà a questa fondamentale vocazione può darci la pace. Preghiamo per essere degni della nostra chiamata.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Buon Pastore, ascolta la nostra preghiera!

· Perché il Papa Benedetto XVI, il nostro Vescovo Pietro, il nostro Parroco e tutti i pastori della Chiesa, ispirati da vera carità, conoscano ciascuna delle anime loro affidate, avvicinino i lontani e siano pronti a dare la vita per il gregge di Cristo. Preghiamo.

· Perché coloro che guidano le nazioni si spendano per la pace e la giustizia, vivendo con onestà e passione la ricerca del bene comune sull’esempio di Gesù buon Pastore. Preghiamo.

· Perché tutti i Battezzati, accogliendo i frutti della Pasqua del Signore, vivano in unità e autentica comunione nell’unica Chiesa di Cristo. Preghiamo.

· Perché i giovani, portatori di speranza e futuro della Chiesa, in gioioso ascolto del Vangelo, aderiscano alla chiamata e al progetto di Dio e sappiano mettersi al servizio dei poveri e degli emarginati per contribuire a costruire Comunità cristiane che abbiano a cuore le sorti del mondo. Preghiamo.

· Perché i fratelli colpiti dal terremoto in Abruzzo e per tutti quelli che soffrono nel corpo e nello spirito vivano nella certezza dell’Amore di Dio e che solo in Cristo vi è speranza certa di salvezza. Preghiamo.

· Perché la nostra Comunità parrocchiale, imitando la Vergine Maria, Madre e Modello e di ogni vocazione, sia luogo dove la voce di Gesù viene ascoltata, amata e seguita. Preghiamo.

C – O Padre, in Cristo tuo Figlio ci hai offerto il modello del vero Pastore che dà la vita per il suo gregge: non vi è, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati. Fa’ che ascoltiamo sempre la sua voce e camminiamo lietamente sulle sue orme nella via della verità e dell’amore. Per Cristo nostro Signore.

T - Amen.

La Liturgia di oggi Venerdi 1 Maggio 2009


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San Giuseppe Lavoratore
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Grado della Celebrazione: Memoria facoltativa
Colore liturgico: Bianco


Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza
hai chiamato l’uomo a cooperare con il lavoro
al disegno della creazione,
fa’ che per l’intercessione e l’esempio di san Giuseppe
siamo fedeli alle responsabilità che ci affidi,
e riceviamo la ricompensa che ci prometti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gen 1,26- 2,3)
Riempite la terra e soggiogatela

Dal libro della Genesi
Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.
Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e disse loro:
“Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra”.
E Dio disse: “Ecco, io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io dò in cibo ogni erba verde”. E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.
Parola di Dio.

Oppure: (Col 3,14-15.17.23-24)
Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Fratelli, al di sopra di tutto vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.
Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che, quale ricompensa, riceverete dal Signore l’eredità. Servite a Cristo Signore.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Benedici, Signore, l’opera delle nostre mani.

Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, Dio.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere
e dici: “Ritornate, figli dell’uomo”.
Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore.
Volgiti, Signore; fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.

Saziaci al mattino con la tua grazia:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e la tua gloria ai loro figli.

Canto al Vangelo (Sal 67,20)
Alleluia, alleluia.
Benedetto il Signore sempre;
ha cura di noi il Dio della salvezza.
Alleluia.

VANGELO (Mt 13,54-58)
Non è egli forse il figlio del carpentiere?

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: “Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi?
Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?”. E si scandalizzavano per causa sua.
Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua”.
E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Rivolgiamo la nostra preghiera a Cristo, che non ha disdegnato di essere chiamato il figlio del falegname, e con la sua opera ha elevato a nuova dignità il lavoro dell'uomo. Diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

Signore Dio, che hai creato la terra perchè diventasse la dimora dell'uomo, aiutaci a renderla, col nostro lavoro, sempre più umana e abitabile. Preghiamo:
Signore, che hai nobilitato l'opera delle mani dell'uomo facendoti tu stesso lavoratore, fà che non diventiamo mai schiavi del lavoro e del guadagno, ma ce ne serviamo come mezzo di liberazione a gloria del tuo nome. Preghiamo:
Signore, che hai manifestato la tua predilezione per i poveri e gli oppressi, aiuta i disoccupati ad avere un lavoro sicuro e una condizione degna di uomini liberi. Preghiamo:
Signore, che hai scelto una famiglia povera e un villaggio sconosciuto per la tua dimora fra noi, fà che non disprezziamo le cose umili e semplici, perchè attraverso di esse tu ci porti la salvezza. Preghiamo:
Per i movimenti sindacali.
Per la giustizia e l'onestà nel lavoro.

Padre santo, che hai rivelato a san Giuseppe il mistero di tuo Figlio e lo hai affidato alla sua guida e custodia, donaci di poter sempre più comprendere il mistero della sua incarnazione. Per Cristo nostro Signore. Amen.


Commento
La reazione della gente di Nazaret a proposito della sapienza di Gesù fa pensare al capitolo del Siracide, che contrappone il lavoro manuale e la legge. La gente del popolo (operai, contadini) dice il Siracide, mette tutta la sua attenzione nelle cose materiali; lo scriba invece ha pensieri profondi, cerca le cose importanti e può essere consultato per il buon andamento della città.
La gente di Nazaret si domanda: "Da dove mai viene a costui questa sapienza? Non è il figlio del carpentiere?", che non ha studiato e non può avere cultura?
È chiaro: la sapienza di Gesù è sapienza divina ed egli ha insistito varie volte sul mistero di Dio che viene rivelato ai piccoli, ai semplici e nascosto ai sapienti ed ha criticato gli scribi "che dicono e non fanno".
D'altra parte il Vangelo insiste anche sulla parola: è necessario accogliere la parola di Dio E soltanto se ispirato alla parola di Dio il lavoro vale. "Tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre".
"Tutto quello che fate", siano lavori materiali, siano discorsi. Il Vangelo inculca il servizio sincero, umile, la disponibilità nella carità, per essere uniti a Gesù, figlio del carpentiere, che ha dichiarato di essere venuto a servire.
La vera dignità consiste nel servizio dei fratelli, secondo le proprie capacità, in unione con Gesù, Figlio di Dio.
Verifichiamo la nostra scala di valori, per renderla sempre più aderente ai pensieri di Dio.











Safilo: le trattative coi fondi slittano a giugno (MFF)


MILANO (MF-DJ)--Slitta, auspicabilmente a giugno, la trattativa fra Safilo e i fondi di private equity interessati a entrare nel capitale della societa' dell famiglia Tabacch

A dispetto delle indiscrezioni di stampa che davano il 30 aprile come deadline per la presentazione di un'offerta vincolante nei confronti della societa' veneta , ieri, a margine della dell'assemblea degli azionisti convocata per approvare il bilancio, l'a.d. Roberto Vedovotto ha voluto precisare che "al momento non esistono date ultime, visto che sono numerosi gli attori coinvolti in un processo che risulta abbastanza complicato".

Giovedi' mattina l'azienda incontrera' i sindacati per discutere del piano di riassetto industriale gia' approvato dal Cda che prevede la chiusura dello stabilimento di Precenicco e il ridimensionamento di quello di Martignacco e di quello sloveno. Tagli considerati necessari a fronte del debito della societa' (-570 mln la posizione finanziaria a fine 2008).

Comunque, Only 2T (finanziaria della famiglia Tabacchi che detiene il 39,89 di Safilo) sta trattando solo con fondi orientati al medio-lungo termine e con una vocazione anche industriale con l'obiettivo in ogni caso di ridurre l'indebitamento. com/kam


Safilo, nuovi partner a giugno


Approvato il bilancio 2008
Balzo il Borsa: +4,9%

PADOVA. Safilo approva il bilancio 2008 in una manciata di minuti: le vendite nette scendono a 1.147,8 milioni rispetto ai 1.190,4 milioni di euro del 2007; nessuna sorpresa: i conti sono quelli che sono e a chiarire come stanno le cose ci pensa il presidente Vittorio Tabacchi: «Le previsioni per il 2009 verranno presentate nel corso della pubblicazione dei dati trimestrali (il 6 maggio), ma è fin d’ora ragionevole presumere un primo trimestre particolarmente difficile». Facile dargli credito ma, in una giornata in cui la febbre suina ha sbattuto a terra l’umore del mercato, Safilo ha festeggiato invece con una chiusura a +4,9%. Un risultato dovuto non tanto alle cifre di bilancio, che fanno segnare un indebitamento netto di 570 milioni, ma piuttosto per l’intenzione della famiglia Tabacchi di avviare una forte ristrutturazione dell’azienda a partire dalla diluizione della partecipazione del 39,89%, detenuto attraverso Only3T, a favore di nuovi soci. Di questo se ne sta discutendo già da qualche mese: prima un fondo a far capolino, dopo tre, poi uno che si tira indietro, poi ecco che ce ne sono quattro in gara. Tutto si dovrebbe chiudere entro l’estate. «Conto di chiudere la trattativa prima della fine di giugno, ma il percorso è complicato. Sono tanti gli attori coinvolti e la struttura del capitale di Safilo è complessa», ha spiegato l’amministratore delegato, fresco di conferma, Roberto Vedovotto a fine assemblea a Padova. L’ad di Safilo non ha confermato che sono quattro i fondi di private equity interessati a rilavare una quota del gruppo: perchè in realtà «sono molti i fondi interessati» anche se effettivamente sono «quattro quelli che si sono spesi di piu”. Si tratta, continua Vedovotto, di «fondi di private equity con vocazione prettamente industriale ed operativa e non finanziaria, e con logiche di investimento di medio-lungo termine, di 5- 7 anni». Insomma il ritratto di Apax, Bain Capital, Cvc e Pai Partners ovvero i nomi che, a corrente alternata, circolano nell’ambiente già da un pò. Ma è ora di stringere: lo sanno i Tabacchi, lo sanno gli azionisti e pure i due advisor che stanno curando l’operazione (Unicredit ed Intesa). In effetti, spiega ancora Vedovotto, «dobbiamo fare le corse velocemente, ma non c’è una data definitiva» anche se il 30 di aprile potrebbe essere stato inserito nella timetable dell’operazione per vedere depositata sul tavolo (giorno più giorno meno) almeno una prima formalizzazione delle offerte da parte dei fondi interessati. Il piano di rilancio della società punta a creare «una struttura del capitale più bilanciata e in linea con quelli che sono gli glistandard attuali di leva finanziariaria e di indebitamento». Un piano che dovrà «dare una spinta a Safilo, riducendo il debito oggi troppo elevato: a fronte di 126 milioni di margine operativo lordo scontiamo una posizione finanziaria netta negativa di 570 milioni». Vedovotto non ha dubbi: il 2009 sarà un anno duro ma «interessante per Safilo, attraverso questa ristrutturazione del capitale che permetterà di rimettere in linea la cose, secondo le aspettative del mercato e degli investitori». Parole sacrosante: e la Borsa gongola. Meno entusiasmo vi è invece sul piano sindacale: confermata la chiusura dello stabilimento friulano di Precenicco e il forte ridimensionamento di quello di Martignacco che significa mettere sulla graticola 780 posti di lavoro. Per fine aprile è previsto un tavolo con le parti sociali al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. «Sono necessari alcuni sacrifici, per permettere poi un rilancio dell’azienda, ma cercheremo di farlo nella maniera più ordinata e sensibile - ha spiegato Vedovotto - stiamo ora aspettando le risposte del sindacato alle nostre proposte. Abbiamo la necessità di chiedere un sacrificio ad alcune persone per dare certezze a un gruppo più numeroso». D’altronde certe lavorazioni fatte in Italia costano ormai uno sproposito o forse è piu corretto dire che se fatte fuori costano una pipa di tabacco: cosi Safilo cresce in Cina dove, da poche settimane, è diventato operativo il primo stabilimento, che attualmente occupa 400 addetti e produce semilavorati. Questa operazione di riassetto per l’ad di Safilo è una sfida da vincere assolutamente.
(28 aprile 2009)

I giovani palestinesi attendono con gioia la visita del Papa in Terra Santa

I giovani palestinesi attendono con gioia la visita del Papa in Terra Santa

◊ Si avvicina il viaggio del Papa in Terra Santa e proprio nei giorni scorsi un gruppo di ragazzi palestinesi di Beit-Sahour, cittadina vicino a Betlemme, si è recato ad Andria, centro pugliese gemellato con Beit-Sahour. Poi il trasferimento a Roma e l’incontro con Benedetto XVI all’Udienza Generale. Li ha accompagnati, in questo tour italiano, padre Faysal Hijazen. Al sacerdote Giancarlo La Vella ha chiesto come i giovani palestinesi stanno vivendo questo difficile momento della crisi con Israele:

R. – Un vivere difficile: ai giovani manca la libertà, c’è il muro che chiude tutto. E’ una situazione difficile quella dei palestinesi che non possono andare in Israele o a Gerusalemme. Non possono nemmeno trasferirsi con facilità da una città all’altra: da Betlemme a Ramallah ci sono cinque checkpoint per poter arrivare. In parrocchia proviamo a fare moltissime attività per loro.


D. – Con quale spirito questa realtà giovanile, e non solo, attende l’arrivo del Papa?


R. – I nostri giovani lo aspettano con grande gioia; aspettano, con la sua presenza, di approfondire la fede. Siamo una minoranza nel Paese: in Giordania siamo il due per cento, in Palestina solo l’uno per cento ed in Israele il due per cento. Dunque, come un piccolo gregge, abbiamo bisogno di un conforto e il nostro Papa ci aiuterà. Vogliamo che il Papa parli della pace, il popolo palestinese chiede i suoi diritti di avere il suo stato come c’è lo stato israeliano. Vogliamo che questi due popoli vivano in pace.


D. – C’è una parte palestinese che però avanza queste richieste attraverso il lancio di missili, attraverso il terrorismo…


R. – Noi diciamo: “La forza non arriverà mai ad avere la pace”. Anche l’ingiustizia non porterà mai alla pace. Dunque, noi chiediamo alla comunità internazionale, all’Onu, alla Comunità europea, di spingere gli israeliani ed i palestinesi ad arrivare veramente ad una soluzione reale che piace a tutti, affinché ciascuno possa vivere nel suo Stato con tutta la sua libertà.


D. – Il Papa, più di una volta, già in passato, ha rivolto un appello per la pace per il Medio Oriente, per la Terra Santa. Con quale spirito, la comunità cattolica riceve questi pensieri del Papa?


R. – Lo apprezziamo molto perché il Vaticano è sempre stato a favore della pace in Palestina. Apprezziamo che sia Benedetto XVI, sia Papa Giovanni Paolo II, abbiano parlato tanto per realizzare questa pace. Il Papa l’ha già detto tante volte.


D. – In questo caso, siete voi pastori che dovete agire in prima persona, diffondere il Vangelo, sia pure con le difficoltà di diffonderlo in un luogo dove ci sono altre due religioni preponderanti…


R. – La religione cristiana è una religione che spinge verso la pace: amare il nemico ma senza negare i propri diritti. Dunque noi non abbiamo nessun problema con gli israeliani, non abbiamo nessun problema con i palestinesi musulmani. Spingiamo verso la tolleranza, verso il dialogo e, come ha detto Giovanni Paolo II, abbiamo bisogno di ponti, non di muri; vogliamo creare ponti di fratellanza, ponti di giustizia, ponti che si basano sui diritti umani della persona, sia israeliana che palestinese. Vogliamo un riconoscimento reciproco tra il popolo palestinese ed il popolo israeliano.

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Calendario settimanale 26 aprile 2009

Il sagrato del Duomo...Parliamone!

Una riprovevole abitudine

Ogni sabato, giorno di mercato, il sagrato del Duomo viene aperto per dare la possibilità alla vetture di passare, dato che non esiste altro accesso, e parcheggiare nel cortile; ma molti di loro usano il sagrato come parcheggio e ciò è poco rispettoso del luogo oltre che ad occupare uno spazio che è riservato ai pedoni. Speriamo che le persone imparino ad essere più educate onde evitare di dover chiudere il piazzale ed impedire l’accesso al parcheggio!

Prima Comunione 2009. bambini, famiglie e comunità in festa!

Oggi, domenica 26 aprile,

ricevono la PRIMA COMUNIONE



Baldin Greta, Barusso Omar, Bassich Valentina, Belliato Riccardo, Bozzetto Celeste, Brandalise Angelica, Breda Giulia, Campana Natalia, Candolo Beatrice, Cappelli Michela, Cesarin Gaia, Codarin Jenny, Codognato Lucia, D’Agostini Sofia, Dalla Bona Kevin, De Biaggio Chiara, Dean Alice, Deganis Sara, Dell’Agnese Lorenzo, Della Torca Aurora, Fantin Marco, Favaro Andrea, Fornasir Alberto, Malisan Deborah, Malisan Susan, Maran Nereo, Pagano Nicol, Pavan Sara, Pavon Damiano, Pitta Emanuele, Ravazzolo Ekaterina, Roson Pietro, Stanisci Riccardo, Taverna Alessio, Tecovich Cristina, Totis Roberto, Tuniz Gilberto, Venturini Rebecca, Zanfagnin Thomas, Zaninello Matteo, Zemolin Luca, Zoratti Mara, Zuliani Daniele.


Commento alla parola 26 aprile 2009


La gioia del pellegrino

La gioia pasquale cresce e avrà la sua pienezza nella vita eterna, nella risurrezione futura. La nostra gioia, quindi, è la speranza di diventare eredi del regno dei cieli, la speranza di risorgere con Cristo anche nel corpo. Gioia vissuta, sperimentata, pregustata sulla terra come pellegrini, ma destinata a crescere fino alla meta della beata eternità.

Questa gioia di pellegrini - che è sempre unita alla fatica e alla sofferenza del cammino - richiede da parte nostra ascesi, conversione del cuore, impegno per custodirla, perché può essere facilmente turbata e sopraffatta dallo sgomento, dalla stanchezza, dall’angoscia: tutti pericoli che incombono mentre siamo in viaggio. Abbiamo perciò bisogno di una forza interiore, divina: quello che noi da soli non sapremmo custodire è affidato allo Spirito Santo, lo Spirito consolatore.

Come ottenere un dono così prezioso grazie al quale vivere davvero da testimoni del Risorto e rallegrarci sempre, comunque vadano le cose? Dobbiamo desiderarlo con purità di cuore e con umiltà per riceverlo con gratitudine come dono. Se c’è questa disposizione in noi, c’è veramente la vita nuova: allora eseguiamo il testamento che il Signore Gesù ci ha lasciato, allora c’è il canto nuovo, la gioia vera.

PREGHIERA

Su questa strada sempre pellegrini,

peso di solitudine nel cuore,

vienici incontro tu, il Vivente tra i morti,

e spezzaci il pane dell’amore.

Su questa lunga strada dove,

al tramonto, si stendono le nostre ombre, accendi, o Viandante avvolto di mistero, il vivido bivacco della tua parola

e sapremo dal suo bruciante ardore

che più viva, più forte

la nostra Speranza è risorta.

Sì, apri la nostra mente a comprendere la Parola che sola può dissipare i dubbi che ancora sorgono nel nostro cuore.

Quante volte anche noi, incapaci di riconoscerti, ti abbiamo rinnegato! Ma tu, il Giusto, con mite patire ti sei fatto vittima di espiazione per i nostri peccati. Ora non lasciarci esitanti e turbati:

la tua presenza infonda in noi la pace, il tuo spirito rischiari

il nostro sguardo e ci renda gioiosi testimoni del tuo amore.

Caso Caffaro notizie da Brescia

Il 7 maggio si decide sull'azienda
sabato 25 aprile 2009
(red) Mancano pochi giorni all'udienza che deve decidere il futuro della Caffaro, l'azienda chimica di via Milano di proprietà Snia, al centro del grave caso di inquinamento da Pcb di Brescia. Il 7 maggio si riunisce il Tribunale di Udine per decidere sul fallimento, ed entro quella data le istituzioni, i sindacati e tutti i soggetti interessati devono fare di tutto per far sì che venga scelto un commissario esclusivo per l'azienda.
Perché se dovesse chiudere, a rischio non ci sono solo il centinaio di posti di lavoro, ma anche l'ambiente circostante: la Caffaro infatti pompa e purifica l'acqua dalla falda più superficiale che si trova sotto l'area, un totale di 6 milioni di litri d'acqua all'anno che non devono assolutamente andare ad inquinare le altre falde cittadine. Senza un commissario, non si potrebbe mantenere la produzione del richiestissimo biossido di cloro, che serve proprio per la depurazione delle acque, e anche del cloruro di calcio, usato al posto del sale contro il ghiaccio invernale con migliori risultati.
Recentemente la Caffaro ha chiesto di poter usufruire della Legge Prodi per le aziende in gravi difficoltà, per tentare di evitare la chiusura, con l'obiettivo di recuperare l'equilibrio economico e finanziario. Il che sarebbe possibile con la cessione di alcuni beni oppure con una ristrutturazione economico-finanziaria. La procedura si può aprire solo se l'impresa è insolvente e la gestione viene affidata a un commissario giudiziale. L'ammissione ai benefici della Legge Prodi avviene quindi solo dopo un periodo di osservazione, al termine del quale il tribunale decide se le prospettive di risanamento sono concrete. Altrimenti il giudice dichiara il fallimento.
In aprile, la proprietà ha provato ad offrire al ministero dell'Ambiente 268 milioni, a fronte di una richiesta di danni ambientali calcolati
in 1 miliardo e 122 milioni per Torviscosa, Laguna di Grado e Marano, e 450 milioni per Brescia. L'offerta consisteva nei terreni di Brescia, Colleferro, di Torviscosa (al centro di un altro caso giudiziario) e Varedo. L'avvocatura di Stato ha respinto la proposta, ma il liquidatore Paolo Bettetto si prepara a farne un'altra.
Giovedì all'assemblea sindacale hanno partecipato anche diversi rappresentanti delle istituzioni: gli assessori comunali Maurizio Margaroli e Paola Vilardi, il vicepresidente della provincia Aristide Peli, il presidente della commissione Attività produttive della Camera Stefano Saglia, i consiglieri regionali Arturo e Osvaldo Squassina, il deputato Pierangelo Ferrari e il senatore Guido Galperti. Che con voce unanime chiedono il mantenimento della produzione.
Le ipotesi più concrete sono quella di prepararsi ad una cassa integrazione che vada a coprire anche gli 85 lavoratori ancora in azienda (25 sono ora in cig nel reparto Clortaloni, dallo scorso ottobre), su cui sta lavorando Peli; essere pronti a non lasciare l'azienda al buio se Hera dovesse staccare la spina, e in questo senso l'assessore all'Ambiente Vilardi ha promesso la disponibilità di A2A nonostante un debito precedente di due milioni di euro.
Fonte

Domenica 26 aprile 2009


Parrocchia di San Giorgio Martire
Foglio per i lettori
III DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)


PRIMA LETTURA (At 3,13-15.17-19)
Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti.
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro disse al popolo: «Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.
Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 4)
Rit: Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera. Rit.

Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco. Rit.

Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?». Rit.

In pace mi corico e subito mi addormento,
perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare. Rit.

SECONDA LETTURA (1Gv 2,1-5)
Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 24,32)
Alleluia, alleluia.
Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Alleluia.

VANGELO (Lc 24,35-48)

Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Come i discepoli di Emmaus, anche noi apriamo il nostro cuore al Signore perché aumenti la nostra fede e ci faccia comprendere il mistero della salvezza.
Preghiamo insieme e diciamo: Resta con noi, Signore!

1. Quando il nostro cuore non riconosce le tracce della tua presenza negli avvenimenti della storia, ti preghiamo.
2. Quando smarriamo il sentiero della vita e ci allontaniamo dalla tua Parola, ti preghiamo.
3. Quando la durezza del nostro cuore non ci permette di comprendere il significato profondo delle Scritture, ti preghiamo.
4. Quando diciamo di essere cristiani, ma non abbiamo la forza di osservare i tuoi comandamenti, ti preghiamo.
5. Quando vediamo il dolore nel cuore delle persone che ci sono accanto, ma non sappiamo trovare le parole per far cambiare la tristezza in gioia, ti preghiamo.
6. Quando non sappiamo riconoscere la presenza del Signore risorto nella sua Chiesa pellegrina sulla terra, ti preghiamo.

Apri il nostro cuore, Signore, alla comprensione della tua Parola e trasforma la nostra tristezza nella speranza certa della tua presenza in mezzo a noi. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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