Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Dopo 8 mesi di agonia!
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TORVISCOSA. Si attende l’approvazione del “pacchetto anticrisi” della Regione per sapere se la cassa integrazione in deroga per i 270 lavoratori della Caffaro sarà prolungata per un altro anno: allo stato attuale infatti la cigs in deroga viene concessa per quattro mesi. Per cui dall’11 maggio, data di scadenza della cassa integrazione straordinaria, di cui hanno fruito finora 97 addetti, i lavoratori saranno coperti sicuramente fino all’11 settembre, ma se verrà approvata la nuova proposta, questi fruiranno degli ammortizzatori sociali per un anno intero, come auspicato da Confindustria Udine.
Intanto è attesa per oggi la decisione del Tribunale di Udine, in merito all’accoglimento della richiesta di ammissione alla Prodi bis, presentata il 3 aprile dal liquidatore Paolo Bettetto, per la Caffaro Chimica srl (ricordiamo che Caffaro srl è ancora in liquidazione), l’istanza di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria porterà alla gestione dell’azienda da parte di un commissario. Il Gruppo Snia puntualizza che da questa udienza, mai stata rinviata prima, emergerà quale potrà essere lo scenario del futuro industriale della Caffaro Chimica di Torviscosa. Sulla sentenza che il Tribunale di Udine, emetterà oggi, vertono anche le speranze delle ditte creditrici, una quarantina, di cui 25 friulane, nei confronti delle quali Caffaro vanta una situazione debitoria per circa 60 milioni di euro che, solo con l’accoglimento della Prodi bis, hanno la possibilità di riscuotere parte dei loro crediti.Intanto si resta ancora in attesa di sapere come si esprimerà il Ministero all’Ambiente in merito alla nuova proposta di transazione (relativa alle bonifiche ambientali dei siti industriali di Caffaro, valutate circa 250-300 milioni di euro) presentata da parte di Caffaro Chimica srl, Caffaro srl e Snia spa per la quale il Gruppo ha messo sul piatto la cessione allo Stato di importanti assett (beni immobiliari e risorse) per ricercare una soluzione sia delle problematiche ambientali che per quelle produttive.Ricordiamo che qualora venisse accolta, anche la Regione, attraverso Friulia, si è impegnata a intervenire, come pure la Provincia di Udine. Restano in attesa di quanto accadrà nei prossimi giorni anche i nuovi possibili partners o nuovi imprenditori disposti a rilevare il sito chimico di Torviscosa (tra questi il più interessato è l’industriale chimico bolognese Bertolini che ben conosce l’azienda e che è stato componente del Cda di Snia): dopo otto mesi di agonia si attende una soluzione che metta finalmente la parola fine alla vicenda e dia il via alla rinascita della chimica friulana.Francesca Artico
Unico polo chimico
MILANO (MF-DJ)--Potrebbe essere il cavaliere bianco della chimica italiana, se alle intenzioni seguiranno i fatti. Francesco Bertolini, a.d. dell'omonimo gruppo bolognese, potrebbe lanciare una ciambella di salvataggio alla Vinyls Italia (ex Ineos Italia) e alla Caffaro Chimica di Torviscosa (partecipata di Snia, che detiene il 100% della controllante Caffaro srl).
L'obiettivo di Bertolini, si legge su MF, e' costituire un unico polo chimico nazionale che potrebbe comprendere anche l'impianto del clorosoda della Caffaro Chimica. Nel dettaglio, la disponibilita' per gli asset ex Ineos e' subordinata al fatto che Sartor porti i libri in tribunale e si apra cosi' la possibilita' di acquisirli, sia pure in gestione, in sede fallimentare.
Il progetto e' ambizioso ma, apparentemente, alla portata di Bertolini. Il gruppo bolognese fattura oltre 200 mln euro, lavora nel commercio di prodotti chimici di base, e' un cliente noto dei produttori chimici di Marghera e ha partecipazioni in societa' chimiche di trading. red/mur
Ogni domenica a Messa...
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SAN GIORGIO DI NOGARO. È morto all’ospedale di Cattinara a Trieste, dove era già giunto in gravissime condizioni, Roberto Bettin, conosciuto in paese come Marcello, 74enne di San Giorgio di Nogaro, investito ieri pomeriggio attorno alle 16 a Zellina da un’autovettura.Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’anziano ha improvvisamente attraversato la Regionale 14, forse in prossimità delle strisce pedonali, quando è stato travolto da una Peugeot proveniente da San Giorgio e diretta in direzione di Latisana, alla cui guida si trovava una donna di Muzzana del Turgnano, che aveva accanto il marito.Un impatto inevitabile, la donna non ha potuto evitarlo: l’anziano è caduto procurandosi un forte trauma toracico, oltre che varie ferite al corpo.Scattato immediatamente l’allarme, sul posto sono giunte in breve un’ambulanza dall’ospedale di Palmanova e l’elisoccorso del 118, i cui sanitari si sono adoperati a lungo per cercare di stabilizzare le condizioni del Bettin, ma queste sarebbero apparse subito gravi tanto da rendere necessario intubarlo, inducendo i responsabili del servizio sanitario ad elitrasportarlo al Cattinara di Trieste, dov’è stato accolto in prognosi riservata. Ma non c’è stato nulla da fare: in serata, purtroppo, il decesso.Sul posto sono anche intervenute una pattuglia di carabinieri del Comando di Latisana e una della stazione di San Giorgio, con il comandante Fabio Della Zanna, nonché la polizia municipale sangiorgina che ha provveduto a smaltire la lunghissima coda (il traffico sulla regionale è sempre intensissimo) che in ambedue le direzioni, raggiungeva circa tre chilometri.Roberto Marcello Bettin, pensionato, ex agricoltore, abitava da solo nella casa padronale di via Ciampaz 4. L’uomo era molto conosciuto a Zellina, dove si reca spesso a passeggiare, come una persona mite e molto prudente. (f.a.)
TORVISCOSA. Caffaro, un altro anno di “cassa” E la Prodi-bis slitterà a giugno
TORVISCOSA. Un altro anno di cassa integrazione straordinaria in deroga, in base a un accordo con la Regione. Ma anche un ulteriore rinvio della decisione, da parte del Tribunale di Udine, per la richiesta dell’azienda di poter accedere ai benefici della “Prodi-bis”: sono le due novità emerse ieri, la prima durante una comunicazione tra sindacati e rappresentanti di Confindustria.
La cassa integrazione (che era stata richiesta e concessa a tutti i 270 lavoratori della Caffaro) riguarda 97 dipendenti a casa fino all’11 maggio. E il nuovo provvedimento scatterà dunque da questa data e potrebbe anche interessare tuutti gli altri lavoratori. La novità è giunta ieri ai sindacalisti da fonti della Confuindustria.
E nel contempo sono emerse alcune novità in merito alla richiesta della “Prodi-bis” da parte della Snia: secondo indiscrezioni, infatti, il tribunale di Udine potrebbe rinviare la decisione a metà giugno. Nulla da fare, dunque, fino a tale data: se ne parlerà dopo le elezioni.
I tempi si allungano. Il tribunale attende di sapere come il Ministero all’ambiente si esprimerà in merito alla nuova proposta di transazione, decisione ritenuta fondamentale per l’accoglimento della “Prodi-bis”, presentata lo scorso 6 aprile da Snia, che metteva sul piatto 285 milioni di euro, ovvero dove l’azienda si impegnava a cedere allo Stato tutti gli importanti assett di Caffaro (270 milioni di euro di valori immobiliari) e a mettere a disposizione risorse per a 15 milioni di euro, in percorso finalizzato alla risoluzione delle questioni relative alle bonifiche e al danno ambientale.
Come più volte ribadito dal’ad di Snia, Antonio Onorato, le questioni da sciogliere relative al sito di Torviscosa sono di due tipi: una è da riferirsi al progetto che porterà alle bonifiche del sito e alla sua riqualificazione ambientale unitamente al rilancio industriale (progetto già approvata dalla Conferenza dei servizi); l’altra questione è relativa alla gestione delle misure che porteranno alla riparazione del danno. Su quest’ultimo, il management di Snia avrebbe espresso dubbi sulle capacità finanziario-economiche del Gruppo per riparare a tale danno.
Francesca Artico
Oratorio e camposcuola 2009
Commento alla parola domenica 3 maggio 2009
Dal MESSAGGIO DEL PAPA per la 46° GIORNATA MONDIALE
DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI.
La fiducia nell’iniziativa di Dio e la risposta umana
In occasione della prossima Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni al sacerdozio ed alla vita consacrata, che sarà celebrata il 3 maggio 2009, Quarta Domenica di Pasqua, mi è gradito invitare l’intero Popolo di Dio a riflettere sul tema: La fiducia nell’iniziativa di Dio e la risposta umana. Risuona perenne nella Chiesa l’esortazione di Gesù ai suoi discepoli: “Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!”. Pregate! Il pressante appello del Signore sottolinea come la preghiera per le vocazioni debba essere ininterrotta e fiduciosa. Solamente se animata dalla preghiera infatti, la comunità cristiana può effettivamente “avere maggiore fede e speranza nella iniziativa divina”.
La vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata costituisce uno speciale dono divino, che si inserisce nel vasto progetto d’amore e di salvezza che Iddio ha su ogni uomo e per l’intera umanità. L’apostolo Paolo, che ricordiamo in modo speciale durante quest’Anno Paolino nel bimillenario della sua nascita, scrivendo agli Efesini afferma: “Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo, in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità”. Nell’universale chiamata alla santità risalta la peculiare iniziativa di Dio, con cui sceglie alcuni perché seguano più da vicino il suo Figlio Gesù Cristo, e di lui siano ministri e testimoni privilegiati. […]
Dobbiamo pregare perché l’intero popolo cristiano cresca nella fiducia in Dio, persuaso che il “padrone della messe” non cessa di chiedere ad alcuni di impegnare liberamente la loro esistenza per collaborare con lui più strettamente nell’opera della salvezza. E da parte di quanti sono chiamati si esige attento ascolto e prudente discernimento, generosa e pronta adesione al progetto divino, serio approfondimento di ciò che è proprio della vocazione sacerdotale e religiosa per corrispondervi in modo responsabile e convinto. […]
Contemplando il mistero eucaristico, che esprime in modo sommo il libero dono fatto dal Padre nella Persona del Figlio Unigenito per la salvezza degli uomini, e la piena e docile disponibilità di Cristo nel bere fino in fondo il “calice” della volontà di Dio, comprendiamo meglio come “la fiducia nell’iniziativa di Dio” modelli e dia valore alla “risposta umana”. Nell’Eucaristia, il dono perfetto che realizza il progetto d’amore per la redenzione del mondo, Gesù si immola liberamente per la salvezza dell’umanità. […]
A perpetuare questo mistero salvifico nei secoli, sino al ritorno glorioso del Signore, sono destinati i presbiteri, che proprio in Cristo eucaristico possono contemplare il modello esimio di un “dialogo vocazionale” tra la libera iniziativa del Padre e la fiduciosa risposta del Cristo. Nella celebrazione eucaristica è Cristo stesso che agisce in coloro che Egli sceglie come suoi ministri; li sostiene perché la loro risposta si sviluppi in una dimensione di fiducia e di gratitudine che dirada ogni paura […].
La consapevolezza di essere salvati dall’amore di Cristo, che ogni Santa Messa alimenta nei credenti e specialmente nei sacerdoti, non può non suscitare in essi un fiducioso abbandono in Cristo che ha dato la vita per noi. Credere nel Signore ed accettare il suo dono, porta dunque ad affidarsi a Lui con animo grato aderendo al suo progetto salvifico. Se questo avviene, il “chiamato” abbandona volentieri tutto e si pone alla scuola del divino Maestro; ha inizio allora un fecondo dialogo tra Dio e l’uomo, un misterioso incontro tra l’amore del Signore che chiama e la libertà dell’uomo che nell’amore gli risponde, sentendo risuonare nel suo animo le parole di Gesù: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”.
Chi può ritenersi degno di accedere al ministero sacerdotale? Chi può abbracciare la vita consacrata contando solo sulle sue umane risorse? Ancora una volta, è utile ribadire che la risposta dell’uomo alla chiamata divina, quando si è consapevoli che è Dio a prendere l’iniziativa ed è ancora lui a portare a termine il suo progetto salvifico, non si riveste mai del calcolo timoroso del servo pigro che per paura nascose sotto terra il talento affidatogli, ma si esprime in una pronta adesione all’invito del Signore, come fece Pietro quando non esitò a gettare nuovamente le reti pur avendo faticato tutta la notte senza prendere nulla, fidandosi della sua parola. Senza abdicare affatto alla responsabilità personale, la libera risposta dell’uomo a Dio diviene così “corresponsabilità”, responsabilità in e con Cristo, in forza dell’azione del suo Santo Spirito; diventa comunione con Colui che ci rende capaci di portare molto frutto. […]
Cari amici, non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà e ai dubbi; fidatevi di Dio e seguite fedelmente Gesù e sarete i testimoni della gioia che scaturisce dall’unione intima con lui. Ad imitazione della Vergine Maria, che le generazioni proclamano beata perché ha creduto, impegnatevi con ogni energia spirituale a realizzare il progetto salvifico del Padre celeste, coltivando nel vostro cuore, come Lei, la capacità di stupirvi e di adorare Colui che ha il potere di fare “grandi cose” perché Santo è il suo nome.
Domenica 3 maggio 2009
Parrocchia di S. Giorgio M.
Foglio per i lettori
IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit:La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti. Rit:
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto, perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. Rit:
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre. Rit:
SECONDA LETTURA (1Gv 3,1-2)
Vedremo Dio così come egli è.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.
VANGELO (Gv 10,11-18)
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C – Siamo nati per conoscere, amare e servire il Signore. Solo la fedeltà a questa fondamentale vocazione può darci la pace. Preghiamo per essere degni della nostra chiamata.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Buon Pastore, ascolta la nostra preghiera!
· Perché il Papa Benedetto XVI, il nostro Vescovo Pietro, il nostro Parroco e tutti i pastori della Chiesa, ispirati da vera carità, conoscano ciascuna delle anime loro affidate, avvicinino i lontani e siano pronti a dare la vita per il gregge di Cristo. Preghiamo.
· Perché coloro che guidano le nazioni si spendano per la pace e la giustizia, vivendo con onestà e passione la ricerca del bene comune sull’esempio di Gesù buon Pastore. Preghiamo.
· Perché tutti i Battezzati, accogliendo i frutti della Pasqua del Signore, vivano in unità e autentica comunione nell’unica Chiesa di Cristo. Preghiamo.
· Perché i giovani, portatori di speranza e futuro della Chiesa, in gioioso ascolto del Vangelo, aderiscano alla chiamata e al progetto di Dio e sappiano mettersi al servizio dei poveri e degli emarginati per contribuire a costruire Comunità cristiane che abbiano a cuore le sorti del mondo. Preghiamo.
· Perché i fratelli colpiti dal terremoto in Abruzzo e per tutti quelli che soffrono nel corpo e nello spirito vivano nella certezza dell’Amore di Dio e che solo in Cristo vi è speranza certa di salvezza. Preghiamo.
· Perché la nostra Comunità parrocchiale, imitando
C – O Padre, in Cristo tuo Figlio ci hai offerto il modello del vero Pastore che dà la vita per il suo gregge: non vi è, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati. Fa’ che ascoltiamo sempre la sua voce e camminiamo lietamente sulle sue orme nella via della verità e dell’amore. Per Cristo nostro Signore.
T - Amen.
La Liturgia di oggi Venerdi 1 Maggio 2009
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San Giuseppe Lavoratore
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Grado della Celebrazione: Memoria facoltativa
Colore liturgico: Bianco
Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza
hai chiamato l’uomo a cooperare con il lavoro
al disegno della creazione,
fa’ che per l’intercessione e l’esempio di san Giuseppe
siamo fedeli alle responsabilità che ci affidi,
e riceviamo la ricompensa che ci prometti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Gen 1,26- 2,3)
Riempite la terra e soggiogatela
Dal libro della Genesi
Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.
Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e disse loro:
“Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra”.
E Dio disse: “Ecco, io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io dò in cibo ogni erba verde”. E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.
Parola di Dio.
Oppure: (Col 3,14-15.17.23-24)
Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Fratelli, al di sopra di tutto vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.
Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che, quale ricompensa, riceverete dal Signore l’eredità. Servite a Cristo Signore.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Benedici, Signore, l’opera delle nostre mani.
Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, Dio.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere
e dici: “Ritornate, figli dell’uomo”.
Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore.
Volgiti, Signore; fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.
Saziaci al mattino con la tua grazia:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e la tua gloria ai loro figli.
Canto al Vangelo (Sal 67,20)
Alleluia, alleluia.
Benedetto il Signore sempre;
ha cura di noi il Dio della salvezza.
Alleluia.
VANGELO (Mt 13,54-58)
Non è egli forse il figlio del carpentiere?
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: “Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi?
Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?”. E si scandalizzavano per causa sua.
Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua”.
E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Rivolgiamo la nostra preghiera a Cristo, che non ha disdegnato di essere chiamato il figlio del falegname, e con la sua opera ha elevato a nuova dignità il lavoro dell'uomo. Diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.
Signore Dio, che hai creato la terra perchè diventasse la dimora dell'uomo, aiutaci a renderla, col nostro lavoro, sempre più umana e abitabile. Preghiamo:
Signore, che hai nobilitato l'opera delle mani dell'uomo facendoti tu stesso lavoratore, fà che non diventiamo mai schiavi del lavoro e del guadagno, ma ce ne serviamo come mezzo di liberazione a gloria del tuo nome. Preghiamo:
Signore, che hai manifestato la tua predilezione per i poveri e gli oppressi, aiuta i disoccupati ad avere un lavoro sicuro e una condizione degna di uomini liberi. Preghiamo:
Signore, che hai scelto una famiglia povera e un villaggio sconosciuto per la tua dimora fra noi, fà che non disprezziamo le cose umili e semplici, perchè attraverso di esse tu ci porti la salvezza. Preghiamo:
Per i movimenti sindacali.
Per la giustizia e l'onestà nel lavoro.
Padre santo, che hai rivelato a san Giuseppe il mistero di tuo Figlio e lo hai affidato alla sua guida e custodia, donaci di poter sempre più comprendere il mistero della sua incarnazione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Commento
La reazione della gente di Nazaret a proposito della sapienza di Gesù fa pensare al capitolo del Siracide, che contrappone il lavoro manuale e la legge. La gente del popolo (operai, contadini) dice il Siracide, mette tutta la sua attenzione nelle cose materiali; lo scriba invece ha pensieri profondi, cerca le cose importanti e può essere consultato per il buon andamento della città.
La gente di Nazaret si domanda: "Da dove mai viene a costui questa sapienza? Non è il figlio del carpentiere?", che non ha studiato e non può avere cultura?
È chiaro: la sapienza di Gesù è sapienza divina ed egli ha insistito varie volte sul mistero di Dio che viene rivelato ai piccoli, ai semplici e nascosto ai sapienti ed ha criticato gli scribi "che dicono e non fanno".
D'altra parte il Vangelo insiste anche sulla parola: è necessario accogliere la parola di Dio E soltanto se ispirato alla parola di Dio il lavoro vale. "Tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre".
"Tutto quello che fate", siano lavori materiali, siano discorsi. Il Vangelo inculca il servizio sincero, umile, la disponibilità nella carità, per essere uniti a Gesù, figlio del carpentiere, che ha dichiarato di essere venuto a servire.
La vera dignità consiste nel servizio dei fratelli, secondo le proprie capacità, in unione con Gesù, Figlio di Dio.
Verifichiamo la nostra scala di valori, per renderla sempre più aderente ai pensieri di Dio.
Safilo: le trattative coi fondi slittano a giugno (MFF)
A dispetto delle indiscrezioni di stampa che davano il 30 aprile come deadline per la presentazione di un'offerta vincolante nei confronti della societa' veneta , ieri, a margine della dell'assemblea degli azionisti convocata per approvare il bilancio, l'a.d. Roberto Vedovotto ha voluto precisare che "al momento non esistono date ultime, visto che sono numerosi gli attori coinvolti in un processo che risulta abbastanza complicato".
Giovedi' mattina l'azienda incontrera' i sindacati per discutere del piano di riassetto industriale gia' approvato dal Cda che prevede la chiusura dello stabilimento di Precenicco e il ridimensionamento di quello di Martignacco e di quello sloveno. Tagli considerati necessari a fronte del debito della societa' (-570 mln la posizione finanziaria a fine 2008).
Comunque, Only 2T (finanziaria della famiglia Tabacchi che detiene il 39,89 di Safilo) sta trattando solo con fondi orientati al medio-lungo termine e con una vocazione anche industriale con l'obiettivo in ogni caso di ridurre l'indebitamento. com/kam
Safilo, nuovi partner a giugno
Balzo il Borsa: +4,9%
PADOVA. Safilo approva il bilancio 2008 in una manciata di minuti: le vendite nette scendono a 1.147,8 milioni rispetto ai 1.190,4 milioni di euro del 2007; nessuna sorpresa: i conti sono quelli che sono e a chiarire come stanno le cose ci pensa il presidente Vittorio Tabacchi: «Le previsioni per il 2009 verranno presentate nel corso della pubblicazione dei dati trimestrali (il 6 maggio), ma è fin d’ora ragionevole presumere un primo trimestre particolarmente difficile». Facile dargli credito ma, in una giornata in cui la febbre suina ha sbattuto a terra l’umore del mercato, Safilo ha festeggiato invece con una chiusura a +4,9%. Un risultato dovuto non tanto alle cifre di bilancio, che fanno segnare un indebitamento netto di 570 milioni, ma piuttosto per l’intenzione della famiglia Tabacchi di avviare una forte ristrutturazione dell’azienda a partire dalla diluizione della partecipazione del 39,89%, detenuto attraverso Only3T, a favore di nuovi soci. Di questo se ne sta discutendo già da qualche mese: prima un fondo a far capolino, dopo tre, poi uno che si tira indietro, poi ecco che ce ne sono quattro in gara. Tutto si dovrebbe chiudere entro l’estate. «Conto di chiudere la trattativa prima della fine di giugno, ma il percorso è complicato. Sono tanti gli attori coinvolti e la struttura del capitale di Safilo è complessa», ha spiegato l’amministratore delegato, fresco di conferma, Roberto Vedovotto a fine assemblea a Padova. L’ad di Safilo non ha confermato che sono quattro i fondi di private equity interessati a rilavare una quota del gruppo: perchè in realtà «sono molti i fondi interessati» anche se effettivamente sono «quattro quelli che si sono spesi di piu”. Si tratta, continua Vedovotto, di «fondi di private equity con vocazione prettamente industriale ed operativa e non finanziaria, e con logiche di investimento di medio-lungo termine, di 5- 7 anni». Insomma il ritratto di Apax, Bain Capital, Cvc e Pai Partners ovvero i nomi che, a corrente alternata, circolano nell’ambiente già da un pò. Ma è ora di stringere: lo sanno i Tabacchi, lo sanno gli azionisti e pure i due advisor che stanno curando l’operazione (Unicredit ed Intesa). In effetti, spiega ancora Vedovotto, «dobbiamo fare le corse velocemente, ma non c’è una data definitiva» anche se il 30 di aprile potrebbe essere stato inserito nella timetable dell’operazione per vedere depositata sul tavolo (giorno più giorno meno) almeno una prima formalizzazione delle offerte da parte dei fondi interessati. Il piano di rilancio della società punta a creare «una struttura del capitale più bilanciata e in linea con quelli che sono gli glistandard attuali di leva finanziariaria e di indebitamento». Un piano che dovrà «dare una spinta a Safilo, riducendo il debito oggi troppo elevato: a fronte di 126 milioni di margine operativo lordo scontiamo una posizione finanziaria netta negativa di 570 milioni». Vedovotto non ha dubbi: il 2009 sarà un anno duro ma «interessante per Safilo, attraverso questa ristrutturazione del capitale che permetterà di rimettere in linea la cose, secondo le aspettative del mercato e degli investitori». Parole sacrosante: e la Borsa gongola. Meno entusiasmo vi è invece sul piano sindacale: confermata la chiusura dello stabilimento friulano di Precenicco e il forte ridimensionamento di quello di Martignacco che significa mettere sulla graticola 780 posti di lavoro. Per fine aprile è previsto un tavolo con le parti sociali al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. «Sono necessari alcuni sacrifici, per permettere poi un rilancio dell’azienda, ma cercheremo di farlo nella maniera più ordinata e sensibile - ha spiegato Vedovotto - stiamo ora aspettando le risposte del sindacato alle nostre proposte. Abbiamo la necessità di chiedere un sacrificio ad alcune persone per dare certezze a un gruppo più numeroso». D’altronde certe lavorazioni fatte in Italia costano ormai uno sproposito o forse è piu corretto dire che se fatte fuori costano una pipa di tabacco: cosi Safilo cresce in Cina dove, da poche settimane, è diventato operativo il primo stabilimento, che attualmente occupa 400 addetti e produce semilavorati. Questa operazione di riassetto per l’ad di Safilo è una sfida da vincere assolutamente.
I giovani palestinesi attendono con gioia la visita del Papa in Terra Santa
I giovani palestinesi attendono con gioia la visita del Papa in Terra Santa
◊ Si avvicina il viaggio del Papa in Terra Santa e proprio nei giorni scorsi un gruppo di ragazzi palestinesi di Beit-Sahour, cittadina vicino a Betlemme, si è recato ad Andria, centro pugliese gemellato con Beit-Sahour. Poi il trasferimento a Roma e l’incontro con Benedetto XVI all’Udienza Generale. Li ha accompagnati, in questo tour italiano, padre Faysal Hijazen. Al sacerdote Giancarlo La Vella ha chiesto come i giovani palestinesi stanno vivendo questo difficile momento della crisi con Israele:
R. – Un vivere difficile: ai giovani manca la libertà, c’è il muro che chiude tutto. E’ una situazione difficile quella dei palestinesi che non possono andare in Israele o a Gerusalemme. Non possono nemmeno trasferirsi con facilità da una città all’altra: da Betlemme a Ramallah ci sono cinque checkpoint per poter arrivare. In parrocchia proviamo a fare moltissime attività per loro.
D. – Con quale spirito questa realtà giovanile, e non solo, attende l’arrivo del Papa?
R. – I nostri giovani lo aspettano con grande gioia; aspettano, con la sua presenza, di approfondire la fede. Siamo una minoranza nel Paese: in Giordania siamo il due per cento, in Palestina solo l’uno per cento ed in Israele il due per cento. Dunque, come un piccolo gregge, abbiamo bisogno di un conforto e il nostro Papa ci aiuterà. Vogliamo che il Papa parli della pace, il popolo palestinese chiede i suoi diritti di avere il suo stato come c’è lo stato israeliano. Vogliamo che questi due popoli vivano in pace.
D. – C’è una parte palestinese che però avanza queste richieste attraverso il lancio di missili, attraverso il terrorismo…
R. – Noi diciamo: “La forza non arriverà mai ad avere la pace”. Anche l’ingiustizia non porterà mai alla pace. Dunque, noi chiediamo alla comunità internazionale, all’Onu, alla Comunità europea, di spingere gli israeliani ed i palestinesi ad arrivare veramente ad una soluzione reale che piace a tutti, affinché ciascuno possa vivere nel suo Stato con tutta la sua libertà.
D. – Il Papa, più di una volta, già in passato, ha rivolto un appello per la pace per il Medio Oriente, per la Terra Santa. Con quale spirito, la comunità cattolica riceve questi pensieri del Papa?
R. – Lo apprezziamo molto perché il Vaticano è sempre stato a favore della pace in Palestina. Apprezziamo che sia Benedetto XVI, sia Papa Giovanni Paolo II, abbiano parlato tanto per realizzare questa pace. Il Papa l’ha già detto tante volte.
D. – In questo caso, siete voi pastori che dovete agire in prima persona, diffondere il Vangelo, sia pure con le difficoltà di diffonderlo in un luogo dove ci sono altre due religioni preponderanti…
R. – La religione cristiana è una religione che spinge verso la pace: amare il nemico ma senza negare i propri diritti. Dunque noi non abbiamo nessun problema con gli israeliani, non abbiamo nessun problema con i palestinesi musulmani. Spingiamo verso la tolleranza, verso il dialogo e, come ha detto Giovanni Paolo II, abbiamo bisogno di ponti, non di muri; vogliamo creare ponti di fratellanza, ponti di giustizia, ponti che si basano sui diritti umani della persona, sia israeliana che palestinese. Vogliamo un riconoscimento reciproco tra il popolo palestinese ed il popolo israeliano.
Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro
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