Commento alla parola domenicale 10 maggio 2009



Uniti A Cristo Per Avere La Vita

Devo rendermi conto che il cristianesimo non è solo un messaggio, ma una vita. Non tocca solo la mente, ma fa compiere un salto qualitativo nell’ordine dell’essere. Non è solo illuminante, ma trasformante. Perché è la vita divina riversata in me da Cristo e vivificante la mia esistenza grazie alla mia comunione con lui. Chi mi può dare la vita divina, la partecipazione alla vita immortale, una vita e al di là di ogni immaginazione, se non Dio stesso? Io non posso scalare il cielo, posso solo ricevere ciò che dal cielo mi viene donato. E la ricevo, stando in comunione con Cristo, la vite, e con i fratelli, gli altri tralci. Il Padre dà la vita al Figlio e il Figlio la trasmette a coloro che sono uniti a lui: ecco la realtà che trasforma tutto!

Penso mai all’unicità della “vita divina”? Questa espressione può, a volte, apparire vaga, perché non verificabile con strumenti umani, ma è decisiva, perché è la ragione del mio “essere figlio” di Dio, della mia vita definitiva con Dio, una vita che sarà vita “di famiglia” con l’inaccessibile e gloriosa Trinità, perché ormai sono suo “consanguineo”. Il punto di saldatura insostituibile tra il divino e l’umano resta Gesù, e la comunione con Gesù. Egli è insostituibile per la mia vita di figlio di Dio, egli mi rende un tralcio sano con la sua parola, egli mi fa giungere la linfa vitale d’immortalità, una linfa che viene dall’eterno e immerge nell’eterno.

Suprema bellezza della fede! Stupendo panorama di una vita divinizzata!


Preghiera

O Gesù, come sei grande e decisivo! Con te sono vivo, senza di te sono morto.

Con te il fiume immortale della vita divina mi travolge e mi porta verso l’oceano divino, sconfinato e senza tramonto!

Con te sono tutto, senza di te sono nulla!

Ti ringrazio, Signore,

pieno d’ammirazione, d’essere venuto

a collegarmi con l’eterno,

anzi con il Padre, fonte della vita perenne! Lègami a te, perché io non sia un tralcio reciso, un tralcio senza frutto.

Tieni tu viva in me la coscienza della necessità

della mia comunione con te.

Per questo ti presento tutto il mio bisogno della Parola che mi unisce a te, dell’eucaristia

che mi nutre di te, del comandamento nuovo

che mi collega con i miei fratelli e produce il frutto più prezioso della fraternità,

della testimonianza al tuo nome

che riempie di grappoli maturi il mio tralcio.

Mondami, Signore, con la tua parola, e sostieni il mio impegno di dare frutti duraturi nei campi della fraternità e della venerazione e dell’amore al tuo santo nome, nome di vite, nome di vita, nome di frutti che maturano per l’eternità.


Anche la vite, quando intorno le è stato zappato il terreno, viene legata e tenuta diritta affinché non si pieghi verso terra. Alcuni tralci si tagliano, altri si fanno ramificare: si tagliano quelli che ostentano un’inutile esuberanza, si fanno ramificare quelli che l’esperto agricoltore giudica produttivi. Perché dovrei descrivere l’ordinata disposizione dei pali di sostegno e la bellezza dei pergolati, che insegnano con verità e chiarezza come nella Chiesa debba essere conservata l’uguaglianza, sicché nessuno, se ricco e ragguardevole, si senta superiore, e nessuno, se povero e di oscuri natali, si abbatta o si disperi? Nella Chiesa ci sia per tutti un’unica e uguale libertà, con tutti si usi pari giustizia e identica cortesia.

Per non essere piegato dalle burrasche del secolo e travolto dalla tempesta, ognuno, come fa la vite con i suoi viticci e le sue volute, si stringe a tutti quelli che gli sono vicini quasi in un abbraccio di carità e unito ad essi si sente tranquillo. È la carità che ci unisce a ciò che sta sopra di noi e ci introduce in cielo. «Se uno rimane nella carità, Dio rimane in lui» (1Gv 4,16). Perciò anche il Signore dice: «Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può produrre frutto da solo, se non resta unito alla vite, così anche voi, se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci» (Gv 15,4s.)

(S. Ambrogio).


Domenica 10 maggio 2009




PARROCCHIA S. GIORGIO M:

Foglio per i lettori

V DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)

PRIMA LETTURA (At 9,26-31)
Bàrnaba raccontò agli apostoli come durante il viaggio Paolo aveva visto il Signore.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.
Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Così egli poté stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.
La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 21)
Rit: A te la mia lode, Signore, nella grande assemblea.

Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre! Rit.

Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli. Rit.

A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere. Rit.

Ma io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!». Rit.

SECONDA LETTURA (1Gv 3,18-24)
Questo è il suo comandamento: che crediamo e amiamo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 15,4.5)
Alleluia, alleluia.
Rimanete in me e io in voi, dice il Signore,
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.

VANGELO (Gv 15,1-8)
Chi rimane in me ed io in lui fa molto frutto.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci assicura che qualunque cosa chiediamo al Padre, egli ce la concederà; con fiducia rivolgiamo a lui le nostre invocazioni.
Preghiamo insieme e diciamo: Padre, sia fatta la tua volontà.

1. Perché la Chiesa, sull'esempio della prima comunità cristiana, sia sempre aperta ad accogliere la novità dello Spirito, superando ogni diffidenza e paura, preghiamo.
2. Perché tutti i cristiani riconoscano di essere testimoni del Vangelo e siano sempre animati dalla forza dello Spirito Santo che ci viene continuamente donato, preghiamo.
3. Per tutti coloro che sono provati da situazioni di dolore, di malattia, di divisioni familiari, perché si sentano uniti a Cristo, come i tralci alla vite, preghiamo.
4. Perché tutti noi in questo tempo pasquale gustiamo la gioia di essere figli di Dio, e la comunichiamo agli altri attraverso atteggiamenti di serenità e di sguardo positivo sul mondo, preghiamo.

Per i nostri fratelli DELLA TORCA SALVATORE e PINES DANILA CARGNELUTTI che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.

Padre, nella tua volontà è la nostra pace. Tu, che ci hai fatto la grazia di diventare tuoi discepoli, fa' che, rimanendo uniti a te, possiamo portare molto frutto a lode della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.

A Vittorio Veneto si parla di Torviscosa

CASO MARINOTTI: UOMO, IMPRENDITORE, MECENATE, ARTISTA.

Fonte
Se ne parlerà in un convegno il prossimo 16 maggio
Vittorio Veneto - Si parla ancora di Marinotti a Vittorio Veneto, dopo che nel 2006 gli esponenti della sinistra ne contestarono la possibile intitolazione dell’istituto IPSIA. L’occasione è un convegno organizzato dall’Associazione Amici di Vittorio Veneto, presieduta da Maria Grazia Gottardi, sabato 16 maggio alle 9.30 presso il Seminario a Ceneda. Relatori al convegno “Caso Marinotti: uomo, imprenditore, mecenate, artista” saranno lo storico Daniele Ceschin, il docente universitario Marco Pappini, il sindaco di Torviscosa Roberto Duz, il sociologo Ulderico Bernardi e l’architetto vittoriese Mario Da Re.
Franco Marinotti nacque a Vittorio Veneto il 5 giugno 1891 e fu capitano d’industria che si dedicò ad attività commerciali d’esportazione verso la Russia, l’estremo Oriente e vari Paesi africani. Fu direttore generale della Snia di Milano, fondò lo stabilimento e la città di Torviscosa, in Friuli. Ricoprì cariche importanti come vice podestà di Milano, presidente della Provincia, presidente della Camera di commercio italo – sovietica.
“Troppo spesso si è posto l’accento sui risvolti politici della carriera di Marinotti, in particolare sui rapporti con il regime fascista, quasi dimenticando che questi hanno caratterizzato necessariamente anche l’opera di altri industriali della prima metà del Novecento. E si è dimenticato che Marinotti ha sovvenzionato le formazioni partigiane” precisano gli Amici di Vittorio Veneto.
C.B.

Dopo 8 mesi di agonia!

TORVISCOSA. Caffaro, oggi si pronuncia il tribunale. Azienda e creditori col fiato sospeso

Fonte
TORVISCOSA. Si attende l’approvazione del “pacchetto anticrisi” della Regione per sapere se la cassa integrazione in deroga per i 270 lavoratori della Caffaro sarà prolungata per un altro anno: allo stato attuale infatti la cigs in deroga viene concessa per quattro mesi. Per cui dall’11 maggio, data di scadenza della cassa integrazione straordinaria, di cui hanno fruito finora 97 addetti, i lavoratori saranno coperti sicuramente fino all’11 settembre, ma se verrà approvata la nuova proposta, questi fruiranno degli ammortizzatori sociali per un anno intero, come auspicato da Confindustria Udine.
Intanto è attesa per oggi la decisione del Tribunale di Udine, in merito all’accoglimento della richiesta di ammissione alla Prodi bis, presentata il 3 aprile dal liquidatore Paolo Bettetto, per la Caffaro Chimica srl (ricordiamo che Caffaro srl è ancora in liquidazione), l’istanza di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria porterà alla gestione dell’azienda da parte di un commissario. Il Gruppo Snia puntualizza che da questa udienza, mai stata rinviata prima, emergerà quale potrà essere lo scenario del futuro industriale della Caffaro Chimica di Torviscosa. Sulla sentenza che il Tribunale di Udine, emetterà oggi, vertono anche le speranze delle ditte creditrici, una quarantina, di cui 25 friulane, nei confronti delle quali Caffaro vanta una situazione debitoria per circa 60 milioni di euro che, solo con l’accoglimento della Prodi bis, hanno la possibilità di riscuotere parte dei loro crediti.Intanto si resta ancora in attesa di sapere come si esprimerà il Ministero all’Ambiente in merito alla nuova proposta di transazione (relativa alle bonifiche ambientali dei siti industriali di Caffaro, valutate circa 250-300 milioni di euro) presentata da parte di Caffaro Chimica srl, Caffaro srl e Snia spa per la quale il Gruppo ha messo sul piatto la cessione allo Stato di importanti assett (beni immobiliari e risorse) per ricercare una soluzione sia delle problematiche ambientali che per quelle produttive.Ricordiamo che qualora venisse accolta, anche la Regione, attraverso Friulia, si è impegnata a intervenire, come pure la Provincia di Udine. Restano in attesa di quanto accadrà nei prossimi giorni anche i nuovi possibili partners o nuovi imprenditori disposti a rilevare il sito chimico di Torviscosa (tra questi il più interessato è l’industriale chimico bolognese Bertolini che ben conosce l’azienda e che è stato componente del Cda di Snia): dopo otto mesi di agonia si attende una soluzione che metta finalmente la parola fine alla vicenda e dia il via alla rinascita della chimica friulana.Francesca Artico

Unico polo chimico

Chimica: cavaliere bianco per Caffaro e Ineos (MF)

MILANO (MF-DJ)--Potrebbe essere il cavaliere bianco della chimica italiana, se alle intenzioni seguiranno i fatti. Francesco Bertolini, a.d. dell'omonimo gruppo bolognese, potrebbe lanciare una ciambella di salvataggio alla Vinyls Italia (ex Ineos Italia) e alla Caffaro Chimica di Torviscosa (partecipata di Snia, che detiene il 100% della controllante Caffaro srl).
L'obiettivo di Bertolini, si legge su MF, e' costituire un unico polo chimico nazionale che potrebbe comprendere anche l'impianto del clorosoda della Caffaro Chimica. Nel dettaglio, la disponibilita' per gli asset ex Ineos e' subordinata al fatto che Sartor porti i libri in tribunale e si apra cosi' la possibilita' di acquisirli, sia pure in gestione, in sede fallimentare.
Il progetto e' ambizioso ma, apparentemente, alla portata di Bertolini. Il gruppo bolognese fattura oltre 200 mln euro, lavora nel commercio di prodotti chimici di base, e' un cliente noto dei produttori chimici di Marghera e ha partecipazioni in societa' chimiche di trading. red/mur

Ogni domenica a Messa...

SAN GIORGIO DI NOGARO. Muore travolto mentre attraversa la strada

Fonte
SAN GIORGIO DI NOGARO. È morto all’ospedale di Cattinara a Trieste, dove era già giunto in gravissime condizioni, Roberto Bettin, conosciuto in paese come Marcello, 74enne di San Giorgio di Nogaro, investito ieri pomeriggio attorno alle 16 a Zellina da un’autovettura.Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’anziano ha improvvisamente attraversato la Regionale 14, forse in prossimità delle strisce pedonali, quando è stato travolto da una Peugeot proveniente da San Giorgio e diretta in direzione di Latisana, alla cui guida si trovava una donna di Muzzana del Turgnano, che aveva accanto il marito.Un impatto inevitabile, la donna non ha potuto evitarlo: l’anziano è caduto procurandosi un forte trauma toracico, oltre che varie ferite al corpo.Scattato immediatamente l’allarme, sul posto sono giunte in breve un’ambulanza dall’ospedale di Palmanova e l’elisoccorso del 118, i cui sanitari si sono adoperati a lungo per cercare di stabilizzare le condizioni del Bettin, ma queste sarebbero apparse subito gravi tanto da rendere necessario intubarlo, inducendo i responsabili del servizio sanitario ad elitrasportarlo al Cattinara di Trieste, dov’è stato accolto in prognosi riservata. Ma non c’è stato nulla da fare: in serata, purtroppo, il decesso.Sul posto sono anche intervenute una pattuglia di carabinieri del Comando di Latisana e una della stazione di San Giorgio, con il comandante Fabio Della Zanna, nonché la polizia municipale sangiorgina che ha provveduto a smaltire la lunghissima coda (il traffico sulla regionale è sempre intensissimo) che in ambedue le direzioni, raggiungeva circa tre chilometri.Roberto Marcello Bettin, pensionato, ex agricoltore, abitava da solo nella casa padronale di via Ciampaz 4. L’uomo era molto conosciuto a Zellina, dove si reca spesso a passeggiare, come una persona mite e molto prudente. (f.a.)

TORVISCOSA. Caffaro, un altro anno di “cassa” E la Prodi-bis slitterà a giugno



TORVISCOSA. Un altro anno di cassa integrazione straordinaria in deroga, in base a un accordo con la Regione. Ma anche un ulteriore rinvio della decisione, da parte del Tribunale di Udine, per la richiesta dell’azienda di poter accedere ai benefici della “Prodi-bis”: sono le due novità emerse ieri, la prima durante una comunicazione tra sindacati e rappresentanti di Confindustria.
La cassa integrazione (che era stata richiesta e concessa a tutti i 270 lavoratori della Caffaro) riguarda 97 dipendenti a casa fino all’11 maggio. E il nuovo provvedimento scatterà dunque da questa data e potrebbe anche interessare tuutti gli altri lavoratori. La novità è giunta ieri ai sindacalisti da fonti della Confuindustria.
E nel contempo sono emerse alcune novità in merito alla richiesta della “Prodi-bis” da parte della Snia: secondo indiscrezioni, infatti, il tribunale di Udine potrebbe rinviare la decisione a metà giugno. Nulla da fare, dunque, fino a tale data: se ne parlerà dopo le elezioni.
I tempi si allungano. Il tribunale attende di sapere come il Ministero all’ambiente si esprimerà in merito alla nuova proposta di transazione, decisione ritenuta fondamentale per l’accoglimento della “Prodi-bis”, presentata lo scorso 6 aprile da Snia, che metteva sul piatto 285 milioni di euro, ovvero dove l’azienda si impegnava a cedere allo Stato tutti gli importanti assett di Caffaro (270 milioni di euro di valori immobiliari) e a mettere a disposizione risorse per a 15 milioni di euro, in percorso finalizzato alla risoluzione delle questioni relative alle bonifiche e al danno ambientale.
Come più volte ribadito dal’ad di Snia, Antonio Onorato, le questioni da sciogliere relative al sito di Torviscosa sono di due tipi: una è da riferirsi al progetto che porterà alle bonifiche del sito e alla sua riqualificazione ambientale unitamente al rilancio industriale (progetto già approvata dalla Conferenza dei servizi); l’altra questione è relativa alla gestione delle misure che porteranno alla riparazione del danno. Su quest’ultimo, il management di Snia avrebbe espresso dubbi sulle capacità finanziario-economiche del Gruppo per riparare a tale danno.
Francesca Artico

Oratorio e camposcuola 2009


Dal 25 giugno al 19 luglio Oratorio estivo per i ragazzi delle elementari e delle medie

Dal 26 luglio al 2 agosto: Camposcuola a Fusine per le medie e le superiori

Commento alla parola domenica 3 maggio 2009

Dal MESSAGGIO DEL PAPA per la 46° GIORNATA MONDIALE

DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI.

La fiducia nell’iniziativa di Dio e la risposta umana

In occasione della prossima Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni al sacerdozio ed alla vita consacrata, che sarà celebrata il 3 maggio 2009, Quarta Domenica di Pasqua, mi è gradito invitare l’intero Popolo di Dio a riflettere sul tema: La fiducia nell’iniziativa di Dio e la risposta umana. Risuona perenne nella Chiesa l’esortazione di Gesù ai suoi discepoli: “Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!”. Pregate! Il pressante appello del Signore sottolinea come la preghiera per le vocazioni debba essere ininterrotta e fiduciosa. Solamente se animata dalla preghiera infatti, la comunità cristiana può effettivamente “avere maggiore fede e speranza nella iniziativa divina”.

La vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata costituisce uno speciale dono divino, che si inserisce nel vasto progetto d’amore e di salvezza che Iddio ha su ogni uomo e per l’intera umanità. L’apostolo Paolo, che ricordiamo in modo speciale durante quest’Anno Paolino nel bimillenario della sua nascita, scrivendo agli Efesini afferma: “Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo, in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità”. Nell’universale chiamata alla santità risalta la peculiare iniziativa di Dio, con cui sceglie alcuni perché seguano più da vicino il suo Figlio Gesù Cristo, e di lui siano ministri e testimoni privilegiati. […]

Dobbiamo pregare perché l’intero popolo cristiano cresca nella fiducia in Dio, persuaso che il “padrone della messe” non cessa di chiedere ad alcuni di impegnare liberamente la loro esistenza per collaborare con lui più strettamente nell’opera della salvezza. E da parte di quanti sono chiamati si esige attento ascolto e prudente discernimento, generosa e pronta adesione al progetto divino, serio approfondimento di ciò che è proprio della vocazione sacerdotale e religiosa per corrispondervi in modo responsabile e convinto. […]

Contemplando il mistero eucaristico, che esprime in modo sommo il libero dono fatto dal Padre nella Persona del Figlio Unigenito per la salvezza degli uomini, e la piena e docile disponibilità di Cristo nel bere fino in fondo il “calice” della volontà di Dio, comprendiamo meglio come la fiducia nell’iniziativa di Diomodelli e dia valore alla risposta umana”. Nell’Eucaristia, il dono perfetto che realizza il progetto d’amore per la redenzione del mondo, Gesù si immola liberamente per la salvezza dell’umanità. […]

A perpetuare questo mistero salvifico nei secoli, sino al ritorno glorioso del Signore, sono destinati i presbiteri, che proprio in Cristo eucaristico possono contemplare il modello esimio di un “dialogo vocazionale” tra la libera iniziativa del Padre e la fiduciosa risposta del Cristo. Nella celebrazione eucaristica è Cristo stesso che agisce in coloro che Egli sceglie come suoi ministri; li sostiene perché la loro risposta si sviluppi in una dimensione di fiducia e di gratitudine che dirada ogni paura […].

La consapevolezza di essere salvati dall’amore di Cristo, che ogni Santa Messa alimenta nei credenti e specialmente nei sacerdoti, non può non suscitare in essi un fiducioso abbandono in Cristo che ha dato la vita per noi. Credere nel Signore ed accettare il suo dono, porta dunque ad affidarsi a Lui con animo grato aderendo al suo progetto salvifico. Se questo avviene, il “chiamato” abbandona volentieri tutto e si pone alla scuola del divino Maestro; ha inizio allora un fecondo dialogo tra Dio e l’uomo, un misterioso incontro tra l’amore del Signore che chiama e la libertà dell’uomo che nell’amore gli risponde, sentendo risuonare nel suo animo le parole di Gesù: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”.

Chi può ritenersi degno di accedere al ministero sacerdotale? Chi può abbracciare la vita consacrata contando solo sulle sue umane risorse? Ancora una volta, è utile ribadire che la risposta dell’uomo alla chiamata divina, quando si è consapevoli che è Dio a prendere l’iniziativa ed è ancora lui a portare a termine il suo progetto salvifico, non si riveste mai del calcolo timoroso del servo pigro che per paura nascose sotto terra il talento affidatogli, ma si esprime in una pronta adesione all’invito del Signore, come fece Pietro quando non esitò a gettare nuovamente le reti pur avendo faticato tutta la notte senza prendere nulla, fidandosi della sua parola. Senza abdicare affatto alla responsabilità personale, la libera risposta dell’uomo a Dio diviene così “corresponsabilità”, responsabilità in e con Cristo, in forza dell’azione del suo Santo Spirito; diventa comunione con Colui che ci rende capaci di portare molto frutto. […]

Cari amici, non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà e ai dubbi; fidatevi di Dio e seguite fedelmente Gesù e sarete i testimoni della gioia che scaturisce dall’unione intima con lui. Ad imitazione della Vergine Maria, che le generazioni proclamano beata perché ha creduto, impegnatevi con ogni energia spirituale a realizzare il progetto salvifico del Padre celeste, coltivando nel vostro cuore, come Lei, la capacità di stupirvi e di adorare Colui che ha il potere di fare “grandi cose” perché Santo è il suo nome.

Domenica 3 maggio 2009


Parrocchia di S. Giorgio M.

Foglio per i lettori

IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)

PRIMA LETTURA(At 4,8-12) In nessun altro c’è salvezza.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit:La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti. Rit:

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto, perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. Rit:

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre. Rit:

SECONDA LETTURA (1Gv 3,1-2)
Vedremo Dio così come egli è.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.

VANGELO (Gv 10,11-18)
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C – Siamo nati per conoscere, amare e servire il Signore. Solo la fedeltà a questa fondamentale vocazione può darci la pace. Preghiamo per essere degni della nostra chiamata.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Buon Pastore, ascolta la nostra preghiera!

· Perché il Papa Benedetto XVI, il nostro Vescovo Pietro, il nostro Parroco e tutti i pastori della Chiesa, ispirati da vera carità, conoscano ciascuna delle anime loro affidate, avvicinino i lontani e siano pronti a dare la vita per il gregge di Cristo. Preghiamo.

· Perché coloro che guidano le nazioni si spendano per la pace e la giustizia, vivendo con onestà e passione la ricerca del bene comune sull’esempio di Gesù buon Pastore. Preghiamo.

· Perché tutti i Battezzati, accogliendo i frutti della Pasqua del Signore, vivano in unità e autentica comunione nell’unica Chiesa di Cristo. Preghiamo.

· Perché i giovani, portatori di speranza e futuro della Chiesa, in gioioso ascolto del Vangelo, aderiscano alla chiamata e al progetto di Dio e sappiano mettersi al servizio dei poveri e degli emarginati per contribuire a costruire Comunità cristiane che abbiano a cuore le sorti del mondo. Preghiamo.

· Perché i fratelli colpiti dal terremoto in Abruzzo e per tutti quelli che soffrono nel corpo e nello spirito vivano nella certezza dell’Amore di Dio e che solo in Cristo vi è speranza certa di salvezza. Preghiamo.

· Perché la nostra Comunità parrocchiale, imitando la Vergine Maria, Madre e Modello e di ogni vocazione, sia luogo dove la voce di Gesù viene ascoltata, amata e seguita. Preghiamo.

C – O Padre, in Cristo tuo Figlio ci hai offerto il modello del vero Pastore che dà la vita per il suo gregge: non vi è, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati. Fa’ che ascoltiamo sempre la sua voce e camminiamo lietamente sulle sue orme nella via della verità e dell’amore. Per Cristo nostro Signore.

T - Amen.

La Liturgia di oggi Venerdi 1 Maggio 2009


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San Giuseppe Lavoratore
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Grado della Celebrazione: Memoria facoltativa
Colore liturgico: Bianco


Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza
hai chiamato l’uomo a cooperare con il lavoro
al disegno della creazione,
fa’ che per l’intercessione e l’esempio di san Giuseppe
siamo fedeli alle responsabilità che ci affidi,
e riceviamo la ricompensa che ci prometti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gen 1,26- 2,3)
Riempite la terra e soggiogatela

Dal libro della Genesi
Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.
Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e disse loro:
“Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra”.
E Dio disse: “Ecco, io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io dò in cibo ogni erba verde”. E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.
Parola di Dio.

Oppure: (Col 3,14-15.17.23-24)
Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Fratelli, al di sopra di tutto vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.
Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che, quale ricompensa, riceverete dal Signore l’eredità. Servite a Cristo Signore.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Benedici, Signore, l’opera delle nostre mani.

Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, Dio.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere
e dici: “Ritornate, figli dell’uomo”.
Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore.
Volgiti, Signore; fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.

Saziaci al mattino con la tua grazia:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e la tua gloria ai loro figli.

Canto al Vangelo (Sal 67,20)
Alleluia, alleluia.
Benedetto il Signore sempre;
ha cura di noi il Dio della salvezza.
Alleluia.

VANGELO (Mt 13,54-58)
Non è egli forse il figlio del carpentiere?

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: “Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi?
Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?”. E si scandalizzavano per causa sua.
Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua”.
E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Rivolgiamo la nostra preghiera a Cristo, che non ha disdegnato di essere chiamato il figlio del falegname, e con la sua opera ha elevato a nuova dignità il lavoro dell'uomo. Diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

Signore Dio, che hai creato la terra perchè diventasse la dimora dell'uomo, aiutaci a renderla, col nostro lavoro, sempre più umana e abitabile. Preghiamo:
Signore, che hai nobilitato l'opera delle mani dell'uomo facendoti tu stesso lavoratore, fà che non diventiamo mai schiavi del lavoro e del guadagno, ma ce ne serviamo come mezzo di liberazione a gloria del tuo nome. Preghiamo:
Signore, che hai manifestato la tua predilezione per i poveri e gli oppressi, aiuta i disoccupati ad avere un lavoro sicuro e una condizione degna di uomini liberi. Preghiamo:
Signore, che hai scelto una famiglia povera e un villaggio sconosciuto per la tua dimora fra noi, fà che non disprezziamo le cose umili e semplici, perchè attraverso di esse tu ci porti la salvezza. Preghiamo:
Per i movimenti sindacali.
Per la giustizia e l'onestà nel lavoro.

Padre santo, che hai rivelato a san Giuseppe il mistero di tuo Figlio e lo hai affidato alla sua guida e custodia, donaci di poter sempre più comprendere il mistero della sua incarnazione. Per Cristo nostro Signore. Amen.


Commento
La reazione della gente di Nazaret a proposito della sapienza di Gesù fa pensare al capitolo del Siracide, che contrappone il lavoro manuale e la legge. La gente del popolo (operai, contadini) dice il Siracide, mette tutta la sua attenzione nelle cose materiali; lo scriba invece ha pensieri profondi, cerca le cose importanti e può essere consultato per il buon andamento della città.
La gente di Nazaret si domanda: "Da dove mai viene a costui questa sapienza? Non è il figlio del carpentiere?", che non ha studiato e non può avere cultura?
È chiaro: la sapienza di Gesù è sapienza divina ed egli ha insistito varie volte sul mistero di Dio che viene rivelato ai piccoli, ai semplici e nascosto ai sapienti ed ha criticato gli scribi "che dicono e non fanno".
D'altra parte il Vangelo insiste anche sulla parola: è necessario accogliere la parola di Dio E soltanto se ispirato alla parola di Dio il lavoro vale. "Tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre".
"Tutto quello che fate", siano lavori materiali, siano discorsi. Il Vangelo inculca il servizio sincero, umile, la disponibilità nella carità, per essere uniti a Gesù, figlio del carpentiere, che ha dichiarato di essere venuto a servire.
La vera dignità consiste nel servizio dei fratelli, secondo le proprie capacità, in unione con Gesù, Figlio di Dio.
Verifichiamo la nostra scala di valori, per renderla sempre più aderente ai pensieri di Dio.











Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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