IL SALUTO DI MONS. BROLLO

La solenne celebrazione in cattedrale domenica 11 ottobre

"Non perdete la fede di Aquileia": questo l'ultimo appello da Arcivescovo

"A voaltris us dîs di no dismenteâ mai la nestre storie, la nestre lenghe, lis nestris tradizions, ma soredut la nestre fede, che e à fat grande la nestre int": con questa esortazione piena di speranza e di incoraggiamento, l'Arcivescovo mons. Pietro Brollo ha salutato questo pomeriggio in Cattedrale la Chiesa Udinese, nella solenne celebrazione eucaristica che ha segnato il termine del suo mandato episcopale. Parole che alla moltitudine di sacerdoti, religiosi e fedeli laici che si sono stretti al loro Pastore per ringraziarlo di quasi 9 anni di apostolato, sono risuonate ancor più dense di affetto e di vicinanza pronunciate nella materna lingua friulana.
Un saluto, quello di mons. Brollo, che nell'omelia è stato tutto incentrato sull'importanza di non smarrire le radici della Chiesa di Aquileia. Un impegno, un cammino denso di sfide, lungo il quale il presule carnico si sentirà ancora impegnato in prima linea anche da Arcivescovo emerito: "Con profonda commozione, pur nella contemporanea serenità di spirito, mi accingo a prendere congedo da voi, carissimi fratelli e sorelle in Cristo, pietre luminose di questa gloriosa Chiesa che vive in Udine; Chiesa impegnata a ricevere, conservare e trasmettere quella Speranza - fondata in Cristo Signore - che è giunta a noi da Aquileia, nostra Madre nella fede. E’ un commiato da una funzione, quella di Vescovo, ma non da una presenza e ancora meno dal cuore; ciò è favorito dal fatto che resto comunque inserito in questa nostra terra, in questa nostra Chiesa e tra la nostra gente con cui desidero, pur con altre funzioni, proseguire il cammino umano e cristiano".
L'Arcivescovo Pietro ha voluto richiamare il "leit motiv" di tutto il suo episcopato, invitando le comunità cristiane friulane a proseguire lungo il cammino intrapreso: "Continuare con gioioso slancio lungo i sentieri che assieme abbiamo tracciato in questi anni di collaborazione è il mandato che desidero lasciarvi; cammino che proseguirete assieme al nuovo Pastore che il Santo Padre ci ha mandato: vi chiedo di accoglierlo con la massima apertura di cuore e con il profondo desiderio di fare comunione con lui". "Collaborazione e soprattutto corresponsabilità quindi, ma anche comunione", sono stati i capisaldi dell'apostolato in terra friulana di mons. Brollo. Atteggiamenti ineludibili "per rendere credibile la nostra testimonianza ad un mondo che vive in modo preoccupante una lacerazione ed uno sgretolamento sempre più profondi - ha ricordato il presule -. Siamo chiamati per questo ad impegnarci in una crescita seria e continua nella nostra dimensione umana e cristiana, in compagnia di tutti quelli che lo Spirito del Signore ha resi fratelli e sorelle in Cristo nella sua Chiesa. E’ in essa infatti che il dono di Dio viene ricevuto, trasmesso e vissuto da tutti i fedeli, pur segnati dalla umana fragilità. Per questo vi ringrazio questa sera per la vostra presenza, perché è in simili incontri che avvengono nel nome del Signore che anch’io mi sento amato e fortificato nella mia capacità di amare, nonostante me stesso, i miei limiti e le mie debolezze e mi auguro che anche voi possiate fare esperienza della stessa situazione interiore, che è dono di Dio".
"Monsignor Pietro, non le diciamo addio perché rimarrà vicino a noi, nella sua Carnia per la quale ha avuto sempre una preoccupazione particolare, e perché la rivedremo con noi nelle giornate importanti della vita diocesana ­- aveva precedentemente affermato, a nome della Chiesa Udinese, il vicario generale mons. Giulio Gherbezza -. Non le diciamo addio perché il legame spirituale reso più forte mediante il ministero pastorale non sarà interrotto con la cessazione del suo servizio ed anche perché nulla, nessuna distanza di tempo e di luogo, potrà separarci dall’amore di Cristo. Vicini, continueremo a gettare la rete nel nome del Signore che continua ad avere bisogno di noi". Mons. Gherbezza ha anche tratteggiato i principali frutti dell'episcopato di mons. Brollo, tra i quali spicca l'impegno "verso una comunione sempre più profonda e verso una collaborazione e responsabilità sempre più partecipate e convinte. I sacerdoti sono diminuiti ma non sono soli a portare il peso e le responsabilità: possono contare sul generoso e qualificato contributo di migliaia di collaboratori, non come spettatori negli spalti dello stadio ma come protagonisti nel terreno di gioco, consapevoli della dignità sacerdotale, profetica e regale conferita loro col battesimo".
Mons. Brollo ha ringraziato tutti, a cominicare dai suoi più stretti collaboratori (il vicario generale e i vicari episcopali, i responsabili degli uffici pastorali diocesani e vicari foranei), i sacerdoti, "primi ed indispensabili coadiutori del vescovo"; i diaconi, i religiosi, le religiose e le persone consacrate "che in tanti modi hanno affiancato e sostenuto l’opera di evangelizzazione con l’azione e con la preghiera"; il segretario don Simone e la sorella Pia "con cui ho condiviso in serenità la vita familiare in questi anni". E naturalmente i laici "che si sono resi disponibili a rendere vive le nostre comunità, mettendo a servizio del Vangelo i loro talenti con competenza e generosità". Un pensiero speciale anche per i giovani - a partire da quelli che si stanno preparando a divenire sacerdoti - cui il presule ha augurato che "sappiano sempre “volare alto”, mantenendo vivi e freschi i più nobili ideali". Ma il pensiero di mons. Brollo va ben oltre i confini visibili della Chiesa cattolica, fino a raggiungere "le altre Chiese presenti nella nostra diocesi, divise, ma tuttavia unite dalla fede nell’unico Cristo. Un saluto a chi comunque crede in un Dio creatore di tutto o a chi proprio non ha fede".
Ma l'abbraccio più affettuoso è per le persone più fragili: quelle "che in questa congiuntura sfavorevole si trovano in difficoltà a causa della precarietà del lavoro o della salute", "gli stranieri che giungono da noi nell’onesta ricerca di soluzione ai bisogni primari dell’esistenza" e "coloro che a Udine o a Tolmezzo vivono privati della loro libertà e che più volte ho visitato".
"Jo cumò o tornarai sù ta mê Cjargne, ma cul cûr viert viers dut il Friûl, simpri disponût a dâ une man ogni volte che il gnûf Pastôr mal domandarà. A ducj un grant mandi di cûr!", ha concluso con commozione mons. Brollo.

Foglio Parrocchiale:Domenica 11 ottobre 2009



UN SALUTO AL NOSTRO ARCIVESCOVO


Oggi con una solenne celebrazione Eucaristica nella sua Chiesa Cattedrale, mons. Pietro Brollo, termina il suo servizio pastorale nella nostra Arcidiocesi di Udine. Anche dal nostro foglietto domenicale vogliamo rivolgergli il nostro grazie per gli anni dedicati alla nostra Chiesa come Vescovo. Lo ringraziamo per l’attenzione e la sollecitudine pastorale avuta sempre nei confronti della nostra parrocchia e di coloro che vi operano. La sua presenza tra noi è sempre stata occasione per ascoltare la parola del nostro Pastore che ci invitava a vivere una fede adulta e responsabile nella ricerca continua della comunione tra tutti i fedeli. Lo ringraziamo per aver

vissuto con noi la Festa della Dedicazione della nostra Chiesa (8 dicembre 2005) e il 250° Anniversario del Voto dell’Addolorata (3 aprile 2009) oltre che per il

dono dello Spirito conferito nella Cresima a tanti nostri giovani. La speranza e di averlo ancora in mezzo a noi. Un grazie caloroso da parte di tutta la comunità sangiorgina.

Le tappe del suo ministero

Nato a Tolmezzo il 1º dicembre 1933, nel 1949 è entrato nel seminario arcivescovile di Udine, ove ha frequentato il liceo classico e la propedeutica. Nel 1953 si è trasferito a Roma per proseguire gli studi, conseguendo la laurea in teologia presso la Pontificia Università Lateranense.

Il 17 marzo 1957 è stato ordinato sacerdote dall'arcivescovo di Udine Giuseppe Zaffonato.

È stato viceassistente diocesano della FUCI e cappellano festivo di Passons e di Rizzi. Rettore del seminario arcivescovile di Udine dal 1972 al 1976 e successivamente arciprete di Ampezzo; il 22 luglio 1981 viene nominato arciprete di Gemona del Friuli. Nominato vescovo ausiliare di Udine, titolare di Zuglio Carnico, il 21 ottobre 1985, il 4 gennaio 1986 ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel duomo di Gemona del Friuli dalle mani dell'arcivescovo Alfredo Battisti. Il 2 gennaio 1996 è stato nominato vescovo di Belluno-Feltre. Il 28 ottobre 2000 è stato promosso arcivescovo metropolita di Udine.

È membro della Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana.

Il 20 agosto 2009, in accoglimento alla sua rinuncia all'ufficio pastorale per raggiunti limiti d'età, ha assunto, ipso iure, il titolo di arcivescovo emerito di Udine.

Il nuovo Arcivescovo mons. Andrea Bruno ha risposto alla cartolina inviatagli dai pellegrini in Terra Santa ringraziando per gli auguri e le preghiere per il suo ministero episcopale con la raccomandazione di salutare ognuno dei firmatari della missiva.


Preghiera

Sono io, Signore, Maestro buono, quel tale che tu guardi negli occhi con intensità di amore.

Sono io, lo so, quel tale che tu chiami a un distacco totale da se stesso. E una sfida.

Ecco, anch’io ogni giorno mi trovo davanti a questo dramma: alla possibilità di rifiutare l’amore. Se talvolta mi ritrovo stanco e solo, non è forse perché non ti so dare quanto tu mi chiedi? Se talvolta sono triste, non è forse perché tu non sei il tutto per me, non sei veramente il mio unico tesoro, il mio grande amore? Quali sono le ricchezze che mi impediscono di seguirti e di gustare con te e in te la vera sapienza che dona pace al cuore?

Tu ogni giorno mi vieni incontro sulla strada per fissarmi negli occhi, per darmi un’altra possibilità di risponderti radicalmente e di entrare nella tua gioia.

Se a me questo passo da compiere sembra impossibile, donami l’umile certezza di credere che la tua mano sempre mi sorreggerà e mi guiderà là, oltre ogni confine, oltre ogni misura, dove tu mi attendi per donarmi null’altro che te stesso, unico sommo Bene.

Domenica 11 ottobre 2009




XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Sap 7,7-11)
Al confronto della sapienza stimai un nulla la ricchezza.

Dal libro della Sapienza

Pregai e mi fu elargita la prudenza,
implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni,
stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia
e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.
L’ho amata più della salute e della bellezza,
ho preferito avere lei piuttosto che la luce,
perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi! Rit.

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male. Rit.

Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda. Rit.

SECONDA LETTURA (Eb 4,12-13)
La parola di Dio discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

Dalla lettera agli Ebrei

La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 5, 3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.

VANGELO (Mc 10,17-30)
Vendi quello che hai e seguimi.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
La Parola di Dio ci stimola a riflettere sulle nostre abitudini e sicurezze e a non confidare soltanto nei beni materiali. Preghiamo perché il nostro cuore sia sempre aperto alla parola di Dio e disponibile ad affidarsi a Lui.
Preghiamo insieme e diciamo:
Ascoltaci, o Signore.

1. Per i pastori, i vescovi e i sacerdoti: sappiano dare un esempio concreto di distacco dai beni materiali, scegliendo la via della povertà, preghiamo.
2. Per il mondo ricco e industrializzato, perché le nuove politiche sappiano valorizzare e stimolare l'economia e lo sviluppo dei Paesi più poveri, preghiamo.
3. Per coloro che in questo tempo di crisi hanno serie difficoltà economiche, perché trovino persone di buona volontà che diano loro idee, energie e stimoli per superare le ristrettezze e la povertà, preghiamo.
4. Per la nostra comunità cristiana, perché sappia organizzarsi con gesti concreti di solidarietà verso i fratelli e le sorelle in difficoltà, a cui manca un posto di lavoro o la possibilità di vivere con dignità, preghiamo.

5. Per il nostro fratello nella fede Mons. Pietro Brollo che oggi termina il suo incarico di pastore: il Signore lo benedica per tutti gli anni dedicati alla Chiesa Friulana e a noi suoi fedeli. Preghiamo

6. La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre la nostra sorella: ARTICO MARIA che per tanti anni è stata presente nella nostra canonica a servizio dei sacerdoti, il Signore la renda partecipe della sua risurrezione,per questo ti preghiamo

O Padre, spesso siamo tentati dalle cose materiali e facciamo fatica ad affermare i valori veri: l'onestà, la generosità, l'amore verso i piccoli e verso Dio, più preziosi di ogni altra cosa. Donaci la forza di essere cristiani sinceri e uomini coerenti. Per Cristo nostro Signore.

Il primo mandi di mons. Mazzocato


Ai friulani presenti a Roma per la mostra sui patroni d'Europa

ROMA (8 ottobre, ore 17.30) - Il primo “mandi” di mons. Andrea Bruno Mazzocato. Lo ha detto e ripetuto agli oltre 60 friulani di Tolmezzo e della Carnia che ha incontrato oggi nell’ambasciata italiana presso la Santa Sede. Un mandi che Mazzocato ha ripetuto a ciascuno dei presenti.
La comitiva, che si trova a Roma per l’apertura della Mostra dei Santi Patroni d’Europa, è accompagnata dall’arcidiacono mons. Angelo Zanello e da don Alessio Geretti, curatore della rassegna, oltre che dal sindaco di Tolmezzo, Zearo.
Il nuovo arcivescovo di Udine era accompagnato da mons. Pietro Brollo, che nei due giorni romani gli è stato molto vicino. “Una fraternità esemplare” hanno commentato i friulani, che hanno condiviso con i vescovi ed i sacerdoti numerosi momenti di commozione (al momento, per esempio, di manifestare simpatia, di più, vicinanza ed affetto, a mons. Brollo). Un vescovo “molto alla mano, confidente, quasi timoroso di disturbare, ma oltremodo cordiale”.
Ascoltandoli parlare in friulano, mons. Mazzocato ha commentato: “Già capisco tante parole, posso davvero imparare quella che sarà la nostra lingua”. “L’importante è che lei continui sempre a salutare col mandi”, lo hanno rassicurato. E Mazzocato ha subito ubbidito.

Solenne concelebrazione alla quale partecipa Mons. Mazzocato

Benedetto XVI ringrazia Illegio
Mons. Mazzocato entusiasta. Oggi ricevimento all'Ambasciata

ROMA (8 ottobre, ore 10) - Benedetto XVI ha espresso apprezzamento e gratitudine per l'esposizione «Il potere e la grazia. I santi patroni d'Europa» organizzata dal Comitato di San Floriano di Tolmezzo a Palazzo Venezia. Lo ha fatto rivolgendosi alla numerosa delegazione di Illegio e Tolmezzo, capeggiata dal sindaco Dario Zearo, e ricevendo, dopo l'udienza generale di mercoledì 7 ottobre, gli arcivescovi mons. Pietro Brollo e mons. Andrea Bruno Mazzocato e l'arcidiacono mons. Angelo Zanello.
Il Pontefice ha detto di apprezzare anche il felice pecorso umano e culturale tracciato dalla piccola e operosa comunità carnica, ribadendo il suo sostegno al nuovo Arcivescovo, mons. Mazzocato.
Oggi all'Ambasciata italiana presso la Santa Sede, si terrà un ricevimento di ringraziamento e ci sarà una solenne concelebrazione cui parteciperanno mons. Mazzocato e mons. Brollo, insieme ai sacerdoti carnici mons. Zanello e don Geretti.
Mons. Mazzocato ha confidato sorpresa e stupore per la mostra e per la capacità di un piccolo paese di organizzare un evento come questo, che lui stesso ha definito straordinario.
«La mostra è bellissima» ha dichiarato ieri il presidente del Consiglio poche ore dopo la sentenza della Consulta sul Lodo Alfano, all'inaugurazione dell'esposizione. «Manca solo il ritratto di San Silvio da Arcore, che fa sì che l'Italia non sia in mano a certi signori della sinistra...», ha aggiunto sorridendo. Il card. Bertone: «Una collezione entusiasmante di capolavori».

Foto importanti dai Pellegrini in Terra Santa



I partecipanti (anche Don Livio) consegneranno al Vescovo di Nazaret mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo le offerte raccolte in parrocchia a favore dei cristiani di Terra Santa.

L'incontro c'è stato, pubblichiamo 2 scatti dove si notano i pellegrini assieme a rappresentanti della comunità e il vescovo di Nazaret.


Mons. Crepaldi accolto da Trieste in festa

Ieri la solenne cerimonia di insediamento del nuovo vescovo nella Cattedrale di San Giusto

TRIESTE (5 ottobre, ore 9.40) - Mons. Giampaolo Crepaldi ha preso possesso della diocesi di Trieste con una cerimonia d’insediamento, ieri pomeriggio nella Cattedrale di San Giusto, dentro una cornice di festa di popolo continuata dalle 15.30 alle 20. Crepaldi ha trovato ad accoglierlo non solo il predecessore, mons. Eugenio Ravignani, che gli ha poi ceduto il pastorale, ma anche mons. Andrea Bruno Mazzoccato, arcivescovo di Udine, che farà il suo ingresso in Friuli il 18 ottobre. Tra i presenti anche il rettore del seminario, mons. Dino Bressan, oltre al presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, il cardinale Angelo Scola, e il presidente del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace, Raffaele Martino.
«La Chiesa di Trieste non cederà ad alcun riduzionismo ideologico, spendendosi nel programma dettato dal Papa di non restringere, ma di allargare gli orizzonti» ha detto, fra l’altro, il nuovo vescovo nell'omelia. «Nel nome di un presunto progresso – ha proseguito Crepaldi – molte persone si lasciano sedurre dalla post modernità con forme schiavizzanti che uccidono le anime. Mentre le ideologie erano integraliste, l'ideologia oggi prevalente è l'opposto, spezzetta la realtà in ambiti. È il riduzionismo – ha sottolineato – la principale ideologia di oggi; con la scusa di liberarsi delle ideologie se ne crea un'altra, per difetto più che per eccesso». Crepaldi ha quindi sottolineato la caratteristica di Trieste «città di confine, con problemi spesso drammatici che questo dato ha comportato e comporta anche oggi. Ma porre dei confini – ha ricordato – vuol dire anche avere dei fini comuni, i confini si giustificano in quanto delimitano un'area nella quale si condividono fini, e condivisione significa valorizzare differenze in un quadro unitario. La Chiesa lavorerà per unire l'anima di questa città intorno a fini condivisi, che abbiano al centro l'uomo, soprattutto il povero».
Il vescovo Ravignani, che si è messo a disposizione di Crepaldi, ha raccomandato di continuare il dialogo con ogni espressione della comunità, a cominciare dalla molteplicità delle confessioni religiose (tutte presenti, con in testa il metropolita serbo ortodosso Jovan). Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza si è subito sintonizzato su questa lunghezza d’onda, precisando che la città si riconosce puntualmente nei valori della Chiesa. Il cardinale Martino ha ringraziato Crepaldi per il servizio alla Santa Sede continuato per 15 anni e il patriarca Scola gli ha dato il benvenuto da parte di tutti i vescovi del Nordest, precisando che in questi anni la comunione e la condivisione sono di molto cresciute..
Francesco Dal Mas

Domenica 3 ottobre 2009


XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

PRIMA LETTURA (Gen 2,18-24)

I due saranno un’unica carne.

Dal libro della Gènesi

Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse:
«Questa volta
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 127)
Rit: Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita.

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene. Rit.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa. Rit.

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion. Rit.

Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele! Rit.

SECONDA LETTURA (Eb 2,9-11)
Colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza.
Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (1Gv 4,12)
Alleluia, alleluia.
Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi
e l’amore di lui è perfetto in noi.
Alleluia.

VANGELO (Mc 10,2-16)
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.

+ Dal Vangelo secondo Marco


Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli


La Parola di Gesù, in questa Eucaristia, illumina e fortifica l'amore che noi cerchiamo di vivere nelle nostre famiglie. Preghiamo perché all'interno di ciascuna di esse egli rafforzi l'amore fedele e perenne al quale Lui ci chiama.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. Per la Chiesa, sposa di Cristo, perché aiuti le famiglie a rinnovare ogni giorno l'amore sereno e fedele, fonte di autentica felicità, e offra vicinanza e misericordia a chi soffre per il dolore della separazione, preghiamo.


2. Per i bambini in attesa di una famiglia, perché, dopo aver vissuto l'abbandono, possano trovare l'amore di una famiglia che, accogliendoli, risani le loro ferite, preghiamo.


3. Per i giovani che si preparano al matrimonio, perché non si accontentino del benessere materiale, ma progettino una casa aperta alla gioia della condivisione e allo spirito di servizio nella società e nella Chiesa, preghiamo.

4. Per le famiglie della nostra comunità, perché siano nel mondo segni vivi dell'amore di Cristo per la Chiesa e testimoni della bellezza del matrimonio cristiano, preghiamo.

5.Per quanti hanno scelto di seguire il Vangelo sulle orme di san Francesco siano per noi modelli di testimonianza cristiana; la loro preghiera e la loro vita accenda in noi l’entusiasmo santo che animò il Poverello di Assisi, ti preghiamo.

6.Per gli Italiani,che venerano san Francesco come loro patrono, lo imitino nel vivere la logica che va’ controcorrente alla mentalità dominante nel nostro tempo e si impegnino concretamente nella fraternità, nella giustizia, nella pace e nella promozione di ogni creatura, ti preghiamo.

7. Per le nostre sorelle RE ZANOTTO OTTAVIA e POLENTARUTTI DI BIAGGIO GISELLA …che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.

O Padre, dona alle nostre famiglie la capacità di rinnovare sempre l'impegno di amore fedele e perenne, e a trovare in esso la serenità nei momenti difficili della vita. Per Cristo nostro Signore.

Commenti a "Velma"

Annecy: apre il concorso 'Velma' Film coraggioso di Piero Tomaselli (ANSA) - ANNECY, 1 OTT - Un film coraggioso, Velma di Piero Tomaselli, in concorso al Festival del cinema italiano di Annecy, ha inaugurato ieri sera la rassegna.Coraggioso perche' pur essendo il suo primo lungometraggio, il regista non ha esitato a fare un film con pochissimo dialogo, essenziale, incentrando la narrazione sugli attori e sullo straordinario paesaggio naturale, di Marano lagunare, che offre quadri di grande bellezza dell'oasi veneta, grazie anche al direttore della fotografia Alberto Marchiori.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

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